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Barcarolle n° 2 op. 80 (Benjamin Godard)

Data

1884

Testo

Nella Francia dell’ultimo quarto del XIX secolo, in piena seconda rivoluzione industriale, si delinea una società nuova: i trasporti si sviluppano, le città si industrializzano e la Repubblica si consolida in modo duraturo. Di fronte al progresso apparentemente sempre più rapido del mondo moderno, alcuni compositori preferiscono esplorare un registro nostalgico nelle loro opere destinate ai salotti dell’alta società. Quest’ultima, che proviene dalla grande borghesia del commercio e dell’industria, tende a imitare le antiche classi dirigenti: assume modi sempre più aristocratici e si compiace di vagheggiare un’età dell’oro appartenente al passato, lontana dal tumulto dell’epoca moderna, in cui il tempo sospeso lasciava spazio a una vita contemplativa. La barcarola è una risposta a questo stato d’animo. Entrata nel repertorio dei pianisti da salotto sin dagli anni quaranta dell’Ottocento con Mendelssohn, Chopin, Liszt, ritorna di moda negli anni ottanta: per lo spazio di un breve brano, il cui ritmo ternario vuole riprodurre il dondolio delle gondole e lo sciabordio dei canali, una nuova generazione di compositori rivisita lo spirito romantico, piuttosto che cedere alle seduzioni del wagnerismo. Nel 1881 Gabriel Fauré inaugura un ciclo di tredici barcarole,  che si concluderà nel 1921. Pubblicata nel 1884, la Barcarola n. 2 s’inserisce a sua volta in una serie di sei pezzi che costellano – dall’op. 44 (1878) all’op. 129 (1891) – la produzione di Godard per canto e pianoforte o per pianoforte solo. L’op. 80, in fa minore, Andantino, tranquillo, propone tre sviluppi successivi del tema iniziale (pianissimo) – che nei loro passaggi agitati richiedono una prova di bravura all’interprete.