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Barcarolle op. 105 (Benjamin Godard)

Data

1887

Testo

Pubblicata da Durand e Schoenewerk intorno al 1887, la Barcarolle op. 105 di Godard s’inserisce nella tradizione di un genere assai apprezzato dai compositori ottocenteschi, da Mendelssohn a Fauré passando per Offenbach o Čajkovskij. In origine, «barcarola» è il termine che indica il canto dei gondolieri veneziani e funge da mezzo privilegiato per rappresentare Venezia nell’immaginario musicale, in particolare in epoca barocca. Nel XIX secolo essa perde tale connotazione extra-musicale, ma continua a essere caratterizzata da un metro ternario e da un ostinato ritmo di crome, che evocano il lento scivolare di una barca sull’acqua. Godard amava particolarmente questo tipo di composizione, come si può vedere dalla quantità di barcarole per pianoforte presenti nel suo catalogo. Accanto a questi pezzi, anche altre opere denotano l’influenza di tale genere sul suo corpus strumentale, come per esempio la Sonata per violoncello e pianoforte in re minore op. 104 o Sur la mer per pianoforte op. 44. Se la scrittura adottata per la Barcarolle op. 105 ricorda le Romances sans paroles di Mendelssohn, l’ispirazione melodica di questo brano evoca maggiormente la musica di Schumann, che costituisce un punto di riferimento importante per l’intera produzione di Godard. Il discorso è portato avanti dalla ripetizione di un medesimo motivo con sottili variazioni melodiche e armoniche, queste ultime costantemente modificate nei loro effetti, secondo un procedimento di scrittura tipicamente godardiano nella raffinatezza dello stile. Contenuta nella sua espressività, questa pagina è dominata da sfumature di grande dolcezza, oscillanti dal pianissimo al piano, che conferiscono al brano una tinta «crepuscolare» – per riprendere un termine utilizzato da Godard nel titolo di un’altra delle sue barcarole.