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Benedictus per pianoforte a pedaliera op. 54 (Charles-Valentin Alkan)

Data

1859

Testo

Pianista virtuoso, Alkan studiò anche organo nella classe di Benoist. La pratica di questo strumento stimolò certamente il suo interesse per il pianoforte a pedaliera, che suonò in pubblico a partire dal 1853. All’Esposizione universale del 1855 egli presentò il modello ideato dalla ditta Érard: fu la sua ultima apparizione in pubblico fino al 1873. Alkan destinò poi allo strumento varie composizioni, edite tra il 1865 e il 1867 a eccezione del Benedictus op. 54 pubblicato nel 1859. Poiché lo strumento rimase poco diffuso, il compositore propose la soluzione alternativa dell’organo o del pianoforte a tre mani (menzionata in particolare per il Benedictus). Ma queste opere furono concepite per il pianoforte a pedaliera, come attestano una scrittura contrappuntistica più ricca e gli spostamenti meno frequenti rispetto alla musica pianistica, nonché numerose indicazioni di sfumature difficilmente realizzabili all’organo. In Alkan l’ispirazione cristiana si manifesta più nel corpus strumentale che nell’esigua produzione vocale, nella quale spicca soltanto il 2Verset du 41e Psaume per voce e pianoforte. Pubblicato nello stesso anno della parafrasi per pianoforte su Super flumina Babylonis, il Benedictusinizia con un dialogo tra una cupa melodia di “tenore”, accompagnata da un ossessivo ostinato ritmico di accordi ribattuti, e una limpida cantilena che si dispiega su un agile dondolio di arpeggi. Un episodio in cui il canto combina due voci porta a un corale che conclude con fulgida maestà questa traiettoria dall’ombra alla luce.