Home / Opere / Berceuse (Benjamin Godard)

Stampare il contenuto della pagina

Berceuse (Benjamin Godard)

Data

1888

Testo

Il capolavoro di Benjamin Godard, l’opera Jocelyn, su libretto di Armand Silvestre e Victor Capoul (tratto a sua volta da un poema di Lamartine), che andò in scena per la prima volta al Théâtre de la Monnaie, a Bruxelles, il 25 febbraio 1888, è rimasto celebre grazie alla sua Berceuse («Ninna nanna»), in seguito interpretata e registrata innumerevoli volte dalle più grandi voci del Novecento. Il successo di questo brano è attestato anche dai suoi molteplici arrangiamenti destinati a formazioni diverse; tra questi, la versione per violoncello e pianoforte, pubblicata da Godard nel 1896, ha conosciuto una notevole fortuna, forse perché il timbro dello strumento sostituisce con particolare efficacia la voce di tenore per la quale la pagina era stata originariamente composta. La Berceuse inizia con una serie di accordi che introducono un’atmosfera sospesa e misteriosa. Il loro effetto singolare deriva dall’assenza della sensibile, che dà all’ascoltatore la sensazione che le tensioni tonali siano state abolite. Queste armonie conferiscono inoltre all’inizio un colore popolare e arcaico al tempo stesso, producendo un effetto che si ritrova nelle prime battute della «Chanson de Mélisande» del Pelléas, dove Debussy ricorre al timbro dell’arpa associato a una scrittura spoglia, basata su una nota sola. Segue, a due riprese, una sezione di tipo recitativo seguita da una parte cantabile. La prima ha carattere declamatorio e sospensivo; la seconda, composta sulle parole «Oh, ne t’éveille pas encore», basata sul ritmo ternario caratteristico delle ninne nanne e su una melodia semplice, tinta di armonie spesso soavi, è intrisa di grande lirismo. Chi avrebbe mai detto che questa «Méditation de Thaïs» di Godard sia stata aggiunta in extremis per la ripresa parigina di Jocelyn, a sostituzione di un’aria d’origine molto meno seducente?