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Berceuse per violino e pianoforte (Fernand de La Tombelle)

Data

1895

Testo

Nel diciannovesimo secolo, la ninnananna non è più necessariamente destinata ad addormentare i più piccini. Pur avendo abbandonato il tono popolare delle canzoni infantili, persegue comunque un ideale di semplicità, basandosi su un linguaggio musicale che ne fa un genere vero e proprio: tempo lento o moderato, figure ritmiche regolari che producono una sensazione di dolce dondolio, tessiture trasparenti, melodia legata e cantabile, dinamica fondamentalmente piano, assenza di contrasti. La Berceuse per violino e pianoforte di La Tombelle, pubblicata da Richault intorno al 1895, rispetta queste regole non scritte. Il canto del violino, che suona costantemente con la sordina, si dispiega essenzialmente nei registri medio e acuto, mentre al pianoforte la mano destra sciorina sequenze di delicate crome che unificano l’intero pezzo. L’armonia evita forti contrasti, che sarebbero incongrui in questo genere di musica, e in compenso si dota di riflessi sottili, prodotti in particolare da morbidi passaggi dal minore al maggiore (l’introduzione da parte del pianoforte è in la minore con una patina di modalità, mentre il la maggiore s’impone quando subentra il violino), da accordi di passaggio sopra i numerosi pedali del basso, da una graziosa modulazione in fa maggiore in rapporto di terza rispetto alla tonalità principale. La partitura precisa più volte su quale corda il violinista deve suonare: un’indicazione (del compositore o dell’editore?) che incide sul timbro, ma ha forse solo una funzione didattica. Possiamo facilmente immaginare questa Berceuse eseguita da dilettanti in un salotto che coltiva le virtù della famiglia borghese.