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Capriccio alla soldatesca op. 50 n. 1 (Charles-Valentin Alkan)

Data

1859

Testo

I due capricci dell’opera 50 di Alkan (Capriccio alla soldatesca e Le Tambour bat aux champs) sono caricature della vita militare pubblicate nel 1859 e scritte quando il compositore era preoccupato per la politica militarista di Napoleone III (la guerra contro l’esercito austriaco nel Nord Italia, punteggiata dalle vittorie di Magenta e Solferino nel giugno 1859). Il Capriccio alla soldatesca segue il programma di una poesia dell’austriaco Christian von Zedlitz: Die nächtliche Heerschau (tradotto in francese nel 1829 con il titolo di La Revue nocturne). A mezzanotte il fantasma di un tamburo maggiore si alza per esortare alla battaglia le truppe di Napoleone. Arrivano allora i soldati della campagna di Russia, da “neve e ghiaccio induriti”, ai quali seguono quelli della campagna d’Egitto. Si alza allora una tromba per chiamare la cavalleria alla manovra. Spetta poi all’imperatore entrare in pompa magna, circondato dallo stato maggiore. A questo esercito di spettri che pronunciano la parola “Francia” il mondo risponde “Sant’Elena per il tiranno!”. Con l’ausilio di indicazioni interpretative aventi per preciso obiettivo le diverse sezioni della poesia, Alkan suddivide in scene questo capriccio. I primi momenti precedono una fanfara quasi-trombata, quindi una parte marziale forte. Si sente poi il canto dei soldati, dolce quasi-gemito. La cavalleria appare al tumultuoso quasi-cavalcata e Napoleone al quasi-conquistadore. Quest’opera è dedicata a Napoléon Lannes, amico della famiglia Alkan e figlio di un maresciallo dell’Impero caduto nella battaglia di Essling.