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Captive, La (Hugo / Berlioz)

Data

1832

Descrizione

Rêverie pour mezzo, soprano ou contralto

Testo

Berlioz compose La Captive, su versi di Victor Hugo, nel 1832, durante il suo soggiorno romano. Probabilmente, i suoi Mémoires indorano le circostanze della composizione per conferirle un sentore decisamente romantico: l’ardente Hector avrebbe infatti scoperto questa poesia nella raccolta delle Orientali aperta casualmente alla pagina giusta, mentre stava osservando l’architetto Lefebvre al lavoro in una locanda di Subiaco. Preso dal fuoco dell’ispirazione, avrebbe subito messo su carta la melodia. Interpretata qualche tempo dopo da Louise Vernet (figlia di Horace), La Captive sarebbe stato presto sulle bocche di tutti, anche su quelle dei domestici di Villa Medici… Berlioz cerca forse di dare importanza a quella che fino a quel momento altro non è che una semplice romanza? A dispetto del percorso tonale accidentato, la poesia (di cui viene mantenuta circa la metà dei versi) ha invece forma strofica; il pianoforte si sottomette alla parte vocale, con un dolce ritmo ternario. Ma ben presto Berlioz rimaneggia questo primo abbozzo, con un violoncello obbligato che intreccia la propria linea a quella della melodia cantata. Una terza tappa è segnata nel 1848 dalla versione orchestrale, in cui, oltre a timbri brillanti e controcanti, Berlioz varia la parte vocale e aggiunge una strofa supplementare, la penultima della poesia, in cui l’allusione alla Spagna giustifica qualche tocco pittoresco. Così, La Captive non è più una semplice romanza che la bella prigioniera canterebbe semplicemente per distrarsi; essa tratteggia piuttosto il ritratto psicologico di una donna divisa tra la nostalgia della patria e la voluttà di quelle contrade orientali, in cui “la luna apre nell’onda il suo ventaglio d’argento”.