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Ce qu’on entend dans le Paradis… (Marie Jaëll)

Data

1894

Descrizione

Apaisement – Voix célestes – Hymne – Quiétude – Souvenance – Contemplation

Testo

Nell’ultima parte, Ce que l’on entend dans le paradis…, Jaëll ritrova uno stile musicale più tradizionale. Si pensa sempre a Liszt, ma, stavolta, vengono in mente i suoi brani più delicati e romantici, come le Consolations. Il lavoro di Jaëll sul ritmo è notevole, a tal punto che all’inizio dello spartito l’autrice vieta ai propri interpreti qualsiasi rallentando o accelerando, per preservare l’integrità della composizione. «Apaisement» (Acquietamento) è una tranquilla evoluzione su accordi di dominante ricamati in vari modi. Le eteree sonorità di «Voix célestes» (Voci celesti) sono create da soavi giochi di arpeggi nel registro acuto della tastiera; «De plus en plus éteindre la sonorité» (Smorzare sempre di più la sonorità), intima Jaëll. «Hymne» (Inno), benché piuttosto veloce, proviene dallo spirito del corale, con accordi che si evolvono in movimenti congiunti nell’immacolata tonalità di do maggiore. Si ritorna a tale materia iniziale dopo un episodio contrastante (la maggior parte dei brani di Ce que l’on entend au paradis… è tripartita, in modo più evidente di quanto non si avverta nelle sezioni delle prime due parti del trittico). «Quiétude» (Quiete) ha la particolarità di contenere cinque ottave per battuta; un motivo che crea un salto espressivo conosce diverse metamorfosi, prima di una serie di arpeggi serafici. «Souvenance» (Ricordo) (anche qui troviamo cinque ottave per battuta) è una bella ispirazione, non priva di pathos; accordi sincopati risuonano contro la melodia, e la parte centrale è ancora più lamentosa. «Contemplation» (Contemplazione) è un brano «molto raccolto», che conclude lo spartito con la massima sobrietà, senza il minimo slancio dimostrativo.

    Opera - 1
  • Trois Pièces pour piano (Marie Jaëll)
  • Persona - 1
  • JAËLL, Marie (1846-1925)
  • Argomenti - 2
  • Le compositrici
  • Il “pezzo di genere” pianistico