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Christus factus est (Charles Gounod)

Data

1842

Testo

Di ritorno da Villa Medici, Gounod fa tappa a Vienna dove, il 14 settembre 1842, dirige la sua Messa di San Luigi nella Karlskirche. Dovendo adattarla alla solennità di quel giorno (l’esaltazione della santa croce), sostituisce l’offertorio originale con questo mottetto per tenore o soprano e orchestra. Il testo è quello del graduale, che trae dalle Epistole di san Paolo una sorta di inno che celebra l’obbedienza del Cristo morto sulla croce e la sua glorificazione in cielo da parte del Padre. È seguito da un Alleluja: “O dolcezza del legno, dei chiodi e del fardello che portano: tu sola sei stata degna di sorreggere il Re dei cieli, il Signore”. Nella ricerca di un’espressione specificamente religiosa, nuda come la verità, e di un’avvincente sobrietà, Gounod va all’essenziale. Se non fosse per il suo carattere cupo, dato dall’associazione di clarinetti e fagotti, la sospensione della melopea iniziale prima dell’inizio del canto potrebbe ricordare l’opera lirica. La prima frase, anch’essa arcaicizzante, in un flessibile ritmo di 9/8, esprime la docilità del Cristo; come in Bellini, la linea vocale ruota attorno alla mediante e il testo sembra fungere soprattutto da supporto. Viceversa, la seconda frase, su un basso ostinato, suggerisce l’autorità di Dio Padre. La linea si irrobustisce finché sequenze di accordi regolari conferiscono tutta la loro forza alle progressioni armoniche che sostengono il “super omne nomen”. L’Alleluja è il punto culminante dell’intero mottetto. Segue un lungo pedale durante il quale l’irreale “dolcezza del legno e dei chiodi” fa eco, musicalmente, a quella del Cristo obbediente. Il mottetto termina nello stesso modo in cui era cominciato.

    Persona - 1
  • GOUNOD, Charles (1818-1893)
  • Argomento - 1
  • La musica sacra nell’Ottocento
  • Studia - 1
  • Condé, Gérard – "Puissant Palestrina, vieux maître, vieux génie"