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Concerto per pianoforte a pedaliera (Charles Gounod)

Data

1889

Testo

Allegro moderato – Scherzo – Adagio non troppo – Allegretto pomposo/marziale.

Composto probabilmente nell’estate 1889, il Concerto in mi bemolle maggiore per pianoforte a pedaliera e orchestra viene eseguito il 4 aprile 1890 dall’Association artistique des concerts du Châtelet con il nome di “Sinfonia in mi bemolle”. Per l’occasione non è Édouard Colonne, ma lo stesso Charles Gounod a dirigere l’orchestra; la parte solistica del concerto è affidata alla sua dedicataria– Lucie Palicot – alla quale il compositore aveva già dedicato tre opere, tra cui la Suite concertante (1886). Esistono grandi somiglianze tra questa suite e il concerto, tanto che il musicologo Gérard Condé considera il secondo “una versione riveduta e corretta” della prima. L’influsso dei grandi maestri viennesi segna certi passaggi dell’opera: Beethoven per il primo movimento; Haydn per l’ultimo. Particolarmente notevole è il terzo movimento, marcia funebre in do minore, illuminata al centro da un canto di speranza. Di relativamente modesta difficoltà digitale, questo concerto richiede in compenso una grande agilità nella tecnica dei pedali. La prima interprete dell’opera per essere libera nei movimenti dovette – a rischio di stupire l’uditorio – indossare una gonna piuttosto corta per l’epoca (alle ginocchia). Il Concerto per pianoforte a pedaliera rimase inedito durante la vita di Gounod per ragioni economiche. Il compositore, ritenendo che l’editore Leduc affittasse a un prezzo eccessivo le sue partiture e ne frenasse così la diffusione, fece dono dell’opera a Lucie Palicot fin dal settembre 1889 per assicurargliene l’esclusiva e soprattutto la gratuità dell’esecuzione.