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Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore op. 12 (Alexis de Castillon)

Data

1872

Descrizione

Allegro moderato – Molto lento – Allegro con fuoco

Testo

Il Concerto per pianoforte e orchestra di Alexis de Castillon è ancora oggi noto soprattutto per il clamore che provocò in occasione della sua prima esecuzione, il 10 marzo 1872, col suo dedicatario Camille Saint-Saëns al pianoforte e l’orchestra diretta da Jules Pasdeloup: un insuccesso che appare oggi poco comprensibile, considerando la qualità della partitura. Questa si caratterizza per la  generosità melodica e il libero sviluppo, in un romanticismo dolce, struggente e limpido, sostenuto da un pianismo brillante ma misurato. Nel suo Cours de composition, Vincent d’Indy sostiene che quest’opera è l’ultima a rispondere alle esigenze proprie del genere del concerto, mantenendo il legame tra pianoforte e orchestra senza sacrificarlo a favore di un facile virtuosismo; certo si tratta di un’opinione parziale, ma rivelatrice del particolare statuto che questa partitura ‒ punto di riferimento della letteratura concertistica francese della seconda metà del secolo ‒ finì per acquisire. L’Allegro moderato inizia con una lunga e tenera melodia al pianoforte, accompagnata da carezzevoli arpeggi. Seguono episodi più agitati, nei quali si afferma un’evidente parentela con il Concerto per pianoforte di Schumann (i musicologi hanno citato anche il Concerto per pianoforte n. 3 di Beethoven come modello decisivo per Castillon). Il Molto lento inizia con una sorta di lassan (la prima parte della czarda ungherese) eseguita dall’orchestra. Il pianoforte la enuncia a sua volta, prima dell’affermazione di contrasti in passaggi più drammatici. Attacca poi il vigoroso Allegro con fuoco, il cui impulso è fornito da richiami in eco tra il pianoforte e l’orchestra.