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Grand Duo concertant per violino e pianoforte op. 21 (Charles-Valentin Alkan)

Data

1842

Testo

Assez animé – L’Enfer. Lentement – Finale. Aussi vite que possible

Alkan dedicò il proprio Grand Duo concertant a Chrétien Urhan, violinista e violista, primo interprete di Harolden Italie di Berlioz, destinatario dell’assolo di viola d’amore de Les Huguenotsdi Meyerbeer. Questo strumentista, mistico e fervente cattolico, aveva chiesto all’arcivescovo di Parigi il permesso di suonare all’Opéra. Era solito pregare durante gli intervalli e girare le spalle al palcoscenico per non assistere all’intrattenimento troppo profano! Pubblicato nel 1842, un anno dopo il Trio per violino, violoncello e pianoforte, il Grand Duo concertant fu probabilmente la prima opera da camera scritta da Alkan, intorno al 1840. In quel periodo il compositore si era ritirato dalle scene parigine, dove tornò a esibirsi dopo il 1844. Questa composizione per violino e pianoforte rispecchia la sua indole tormentata e le sue istanze religiose. Il primo movimento, cupo e teso, si illumina nella ultime pagine lasciando forse intravedere la Salvezza. L’Enfer contrappone poi forze demoniache a un canto dolente e a visioni celesti (da suonare “evangelicamente” nella parte centrale). Nel commentare il Duoper la “Revue et Gazette musicale de Paris(11 gennaio 1846), Léon Kreutzer percepì nella straordinaria potenza drammatica di questo movimento una trasposizione del quadro di Ary Scheffer Le ombre di Francesca da Rimini e Paolo Malatesta appaiono a Dante e Virgilio. Il Finale è disseminato di accenti in contrattempo che ne rafforzano il nervosismo ritmico e di innovatrici concatenazioni armoniche. In un tempo ancora più veloce la coda porta l’opera a una conclusione grandiosa e solare.