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Grande Quintetto (Louis-Emmanuel Jadin)

Data

1829

Descrizione

Allegro moderato – Minuetto – Adagio sostenuto – Allegretto

Testo

Pubblicato probabilmente nel 1829, il Grande Quintetto per due violini, viola e due violoncelli (ne esiste anche un arrangiamento per due violini, due viole e violoncello) di Louis-Emmanuel Jadin è dedicato al «suo amico Baillot». Nell’insieme, l’opera lascia ampio spazio al primo violoncello che, pur senza rivaleggiare in virtuosismo con il primo violino, assume una funzione espressiva importante. Il pezzo inizia con un tema di otto battute, in do maggiore, enunciato dal primo violoncello e in parte raddoppiato dalla viola alla sesta, e poi ripreso, leggermente ornato, dal secondo violino. Il primo violino entra in scena solo dopo 16 battute, intonando una marcia melodica in terzine. Il secondo movimento è un minuetto, con un trio assai scherzando, soprattutto per quanto riguarda il primo violino, con le sue note ripetute «staccato con delicatezza» e le scherzose appoggiature sul terzo tempo della battuta. Al minuetto segue un Adagio sostenuto in do minore estremamente espressivo, il cui materiale tematico iniziale è affine a quello del primo movimento. Dopo una sezione contrappuntistica screziata di armonie cromatiche, il primo violoncello esegue – nel proprio registro acuto – una melodia di fattura squisitamente vocale, lasciando poi la parola al primo violino. Il movimento si conclude con un’armonia di dominante, di carattere sospensivo, che si inserisce direttamente nell’ultimo movimento, un Allegretto a tre tempi assai vivace, scatenato da una scala ascendente puntata eseguita dal primo violino. Al termine di un grande crescendo, il quintetto si conclude «con fuoco», dopo una bella dimostrazione di virtuosismo da parte del primo violino.