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Grande Symphonie funèbre et triomphale (Hector Berlioz)

Data

1840

Descrizione

1. Marche funèbre : Moderato un poco lento ; 2. Oraison funèbre : Adagio non tanto ; 3. Apothéose : Allegro non troppo e pomposo

Testo

La Grande Symphonie funèbre et triomphale fu commissionata dal Ministro degli Interni Charles de Rémusat per celebrare il decimo anniversario della Rivoluzione di Luglio e inaugurare la famosa colonna in piazza della Bastiglia. Essa consentì a Berlioz di realizzare il suo sogno di una Fête musicale funèbre. Verosimilmente, da questa partitura, abbozzata nel 1835 (e poi andata perduta), egli riprese materiale per il primo e per il terzo movimento della sua Sinfonia, il cui organico (una gigantesca orchestra d’armonia ereditata dai musicisti rivoluzionari) era motivato anche dal contesto in cui il brano venne eseguito per la prima volta: una processione da place de la Concorde a place de la Bastille. L’impossibilità di dirigere in modo conveniente gli strumentisti ambulanti, il 28 luglio 1840, produsse un risultato catastrofico. Fortunatamente, due giorni prima, la prova generale alla sala Vivienne aveva riscosso un successo destinato a durare. Nel 1842, Berlioz aggiunse gli archi e, per il terzo movimento, un coro su versi di Antoni Deschamps che, “pur non essendo indispensabili, ne accrescono però enormemente l’effetto” (Mémoires). La Grande Symphonie funèbre et triomphale, seconda composizione cui Berlioz diede il titolo di “Sinfonia”, si discosta dai modelli di questo genere, ancora di più della Sinfonia fantastica del 1830: i primi due movimenti adottano un tempo lento, con la Marcia funebre che dura da sola quasi la metà dell’intero lavoro; l’Orazione funebre deriva dal recitativo dell’aria di Arnold nel terzo atto dei Francs-Juges, e affida al trombone la parte vocale di quell’opera incompiuta; come il secondo movimento, il terzo (l’Apoteosi) si colloca ai margini dei canoni dell’epoca, soprattutto nella versione con coro. Di fatto, l’ombra di Beethoven non è lontana.