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Les Naïades et le Faune indiscret (Déodat de Séverac)

Data

1919

Testo

Questo pezzo per pianoforte fu pubblicato solo nel 1952, dopo che la figlia di Séverac ne ebbe scoperto il manoscritto. Il compositore lo aveva iniziato nel 1908 e terminato nel 1919. Originariamente intitolato Les Nymphes de Valvins, esso faceva riferimento alla località dove gli amici Godebski trascorrevano la bella stagione. Séverac fece loro visita più volte tra il 1906 e il 1909. Inoltre, come non pensare a Mallarmé, che a sua volta soggiornò spesso a Valvins? Il musicista era forse memore di questi versi di L’Après-midi d’un faune: “L’occhio bucando i giunchi, ogni incollatura / Saettava immortale che in onda anneghi arsura / Con un grido d’ira al cielo del verde; / E il bagno splendido di chiome si perde, / O gemme, dentro a brividi e chiarori” [trad. di Patrizia Valduga, Mondadori, 1991]. Quando scelse il titolo Les Naïades et le Faune indiscret, Séverac aggiunse il sottotitolo “Souvenir de Valvins”, che in seguito sostituì con “Danse nocturne”. Tuttavia il pezzo suggerisce più un’atmosfera diurna in quanto privilegia il registro acuto, scintillanti formule pianistiche, armonie al tempo stesso limpide e sensuali. Un episodio notevole reca d’altronde l’indicazione “lumineux”. Parimenti, Nymphes au crépuscule per orchestra e coro femminile (1901-1902) su argomento analogo rivela il pregnante influsso di Debussy. Ne Le Faune indiscret, Séverac si mantiene fedele alla leggerezza e alla trasparenza tipiche di una certa estetica francese, ma ad esse conferisce accenti personali che attestano una piena maturità.