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“Marcia nuziale” dal Sogno di una notte d’estate op. 132 (A. Jaëll / Mendelssohn)

Testo

Mendelssohn compose la sua Ouverture al Sogno di una notte d’estate a partire dal 1826, quando aveva diciassette anni, ma gli altri numeri della musica di scena per l’opera di Shakespeare videro la luce solo nel 1842-1843. Furono eseguiti per la prima volta il 14 ottobre 1843 nel castello di Potsdam, davanti alla corte prussiana, in occasione di una rappresentazione della commedia nell’adattamento in tre atti di Ludwig Tieck. La celebre Marcia nuziale, eseguita prima dell’ultimo atto, evoca le nozze di Titania e Bottom trasformato in asino. Tale situazione drammatica spiega la pomposità un po’ eccessiva del brano, di cui generalmente si dimentica la funzione umoristica. Fu necessario attendere gli anni Settanta dell’Ottocento perché Mendelssohn fosse pienamente apprezzato in Francia, soprattutto grazie alla società sinfonica dei Concerts Colonne, che programmarono spesso la musica del Sogno di una notte d’estate, così come le Sinfonie n. 3 (“Scozzese”) e n. 4 (“Italiana”). Non si sa con esattezza quando Alfred Jaëll (che interpretò spesso in concerto opere di Mendelssohn, in particolare i Concerti e i Trii per archi e pianoforte) abbia realizzato la trascrizione della Marcia nuziale; a giudicare dal numero d’opus, essa potrebbe effettivamente risalire agli anni Settanta. A parte l’aggiunta di una cadenza introduttiva, essa segue fedelmente lo sviluppo dell’originale per orchestra, adattandolo alle possibilità del pianoforte. Jaëll impiega accordi possenti e varia il ritorno del tema principale per mezzo di gesti idiomatici (arpeggi, ottave al basso, melodia ripartita tra le due mani), che introducono una dimensione virtuosistica assente dall’originale di Mendelssohn.