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ADAM, Adolphe (1803-1856)

Figlio del compositore Jean-Louis Adam (docente di pianoforte al Conservatorio di Parigi dal 1797 al 1842), Adolphe Adam rivela fin da giovanissimo una grande predisposizione per la musica e una scarsa propensione per le discipline scolastiche. Il suo iter al Conservatorio (organo con Benoist, contrappunto e fuga con Eler e quindi Reicha, composizione con Boieldieu) si svolge tuttavia senza il conseguimento di alcun premio. Solo i suoi saggi al concorso per il Prix de Rome gli meritano un menzione onorevole (1824) e un secondo premio (1825). Sarà ai margini dei circuiti di maggior prestigio, nei quali probabilmente la figura paterna gli faceva ombra, che Adam troverà la propria strada. Fin dal 1824 si lancia nella produzione di opéras-comiquesin uno o due atti: dapprima per il Théâtre du Gymnase-Dramatique, poi per il Théâtre des Nouveautés (1827) e per quello dell’Opéra-Comique (1829). Tra la ventina di opere destinate a quest’ultimo alcune riscuoteranno un brillante successo: Le Chalet (1834), Le Postillon de Longjumeau (1836), Le Brasseur de Preston (1838) e Giralda (1850). Adolphe Adam, con il suo stile apparentemente frivolo, diventa allora il compositore preferito della borghesia parigina e, prigioniero del proprio successo, produce quasi freneticamente, a scapito della qualità. La sua fama lo porta anche sulle scene dell’Opéra, dove le sue tre opere liriche suscitano minor entusiasmo dei suoi balletti (tra cui Giselle, rappresentata nel 1841), e nelle grandi città europee. Vicino al potere orléanista, Adam ottiene durante la monarchia di Luglio prestigiosi riconoscimenti, tra cui una cattedra di composizione al Conservatorio (1848).