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ARRIAGA, Juan Crisóstomo de (1806-1826)

Soprannominato il “Mozart spagnolo”, Arriaga fu un musicista prodigio, falciato nel fiore degli anni da una tubercolosi probabilmente aggravata da una vita di strapazzi. Nato a Bilbao, fu iniziato alla musica dal padre, commerciante e armatore, nonché organista. Al suo periodo spagnolo risalgono Nada y Mucho per tre violini (1817), le Ouvertures op. 1 e 20 (1818 e 1821), una marcia militare per fiati e due inni patriottici, il Tema variato op. 17 per quartetto d’archi, le Variazioni su La Húngaraop. 22 per violino con accompagnamento di basso (1821), l’opera – in gran parte perduta – Los Esclavos felices (Gli schiavi felici, 1819) e il mottetto O salutaris hostia. Ammesso al Conservatorio di Parigi nel 1821, studiò violino con Guérin e Baillot, contrappunto e fuga con Fétis. In Francia compose in particolare la cantata Herminie, la scena Agar dans le désert, la versione per quartetto d’archi delle Variazioni su La Húngara, la Sinfonia per grande orchestra (1824 circa), tre magnifici Quartetti per archi. Solo i Quartetti furono pubblicati durante la sua vita, nel 1824. Svelate a poco a poco, le altre partiture confermano la forte personalità di Arriaga: fedeltà alle strutture classiche, associata tuttavia a una straordinaria fantasia melodica e a un gusto per il cromatismo. La Sinfonia per grande orchestra rivela l’influsso di Beethoven. Possiamo solo immaginarci quel che sarebbe potuto diventare questo compositore di cui Fétis diceva che “aveva ricevuto dalla natura due facoltà che raramente s’incontrano nel medesimo artista: il dono dell’inventiva e la massima attitudine per tutte le difficoltà della scienza”.

    Opera - 1
  • Quatuor à cordes n° 3 en mi bémol majeur (Juan Crisóstomo de Arriaga)