Home / Persone / AUBER Daniel-François-Esprit

Stampare il contenuto della pagina

AUBER, Daniel-François-Esprit (1782.1.29-1871.5.12)

Nipote di un pittore del re, figlio di un ufficiale di caccia riconvertitosi all’edizione e al commercio di stampe, Auber cresce in un ambiente agiato ed erudito. Uomo di cultura, cantante, violinista, violoncellista e, soprattutto, pianista, incontra rapidamente l’élite degli artististi dell’epoca, quali Baillot, Rode, Kreutzer e Cherubini (che è stato anche suo maestro tra il 1808 e il 1811). Nonostante questa solida formazione culturale, Auber non è destinato alla musica, bensì a riprendere l’azienda di famiglia. Questo progetto sarà abbandonato soltanto nel 1819, alla morte di suo padre. Rovinato, Auber sceglie allora di seguire una carriera alla quale non aveva mai pensato seriamente fino a quel momento, salvo l’apprezzamento di qualche brano strumentale e l’inizio di una  produzione teatrale sin dal 1805 (Julie ou L’Erreur d’un moment). Il suo primo vero successo, Le Maçon (1825), non si fa attendere. Seguono numerose opere, serie o di argomento più leggero, ma sempre curate nel minimno dettaglio della qualità drammatica. Tra le cinquanta composizioni che lascia Auber, citiamo Fra Diavolo, Le Cheval de bronze, Le Domino noir, Haydéee Manon Lescaut. Quanto a La Muette de Portici (1828), fa parte delle prime opere che hanno fondato il  grand opéra, accanto al Guillaume Tell di Rossini (1829) e a Robert le Diable de Meyerbeer (1831). Autore di un’opera raffinata, schietta e diretta, membro dell’Institut (1829), direttore del Conservatorio di Parigi (1842-1871), Auber è – malgrado una formazione musicale al di là dei circuiti accademici – una delle personalità più significative del panorama musicale francese dell’Ottocento.