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AUBERT, Louis (1877-1968)

Rivelando fin dall’infanzia spiccate doti musicali, Louis Aubert canta la parte di soprano solista del Requiem di Fauré durante la prima esecuzione dell’opera nel 1888. Successivamente viene ammesso al Conservatorio di Parigi, dove diventa allievo di Marmontel per l’accompagnamento, di Diémer per il pianoforte e di Fauré per la composizione. Le sue opere annoverano un gran numero di mélodies su testi di Fargue, Klingsor, Leconte de Lisle, Prudhomme, Silvestre o Verlaine. Aubert ne orchestra alcune, dando prova di un particolare talento in questo campo, come attesta la sua Habanera, pezzo per orchestra del 1918 che riscuoterà grande successo. Oltre ad alcuni lavori per pianoforte, musiche di balletto o di scena, Aubert compone l’opera La Forêt bleue (1913), ispirata a un racconto di Perrault. La sua produzione denota inizialmente l’influsso di Fauré, in particolare per un linguaggio che fa uso di scale modali; in un secondo tempo Aubert si avvicina invece allo stile di Ravel, come prova il suo “quadro musicale” Dryade(1924), dai motivi volentieri esotici. Sarà infine il jazz a segnare il compositore, in particolare nel balletto Cinéma(1953), ciascun episodio del quale evoca una star della settima arte. Come pianista, Aubert fu il primo interprete delle Valses nobles et sentimentales che l’amico Ravel gli volle dedicare (1911).

    Immagini - 4
  • La Forêt bleue (Chenevière / Aubert)
  • La Forêt bleue (Chenevière / Aubert)
  • Une lecture à la Société musicale indépendante
  • Une lecture à la Société musicale indépendante
  • Opere - 3
  • Forêt bleue, La (Chenevière / Aubert)
  • Sillages op. 27 (Louis Aubert)
  • Six Poèmes arabes (Louis Aubert)
  • Argomento - 1
  • Institution – Académie des beaux-arts (Institut)
  • Documento - 1
  • Liber amicorum de Jules et Marguerite Griset