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BACH, Johann Christian (1735-1782)

Il figlio maschio più giovane di Johann Sebastian Bach segue un percorso atipico: Johann Christian è l’unico della fratria a scrivere opere italiane, nonché a convertirsi al cattolicesimo. La sua prima formazione musicale avviene tuttavia nell’ambito familiare: dapprima soggetta alla supervisione del padre, alla morte di questi (1750) prosegue presso il fratellastro Carl Philipp Emanuel a Berlino. In quella città scopre lo stile italiano e sceglie di lasciare la Germania per recarsi dapprima a Milano, quindi a Bologna dove segue l’insegnamento del Padre Martini (1706-1784). Nominato nel 1760 organista della cattedrale di Milano, abbandona tuttavia la produzione religiosa per dedicarsi all’opera: i successi di Artaserse (Milano, 1760), poi di Catone in Uticae di Alessandro nell’Indie, scritti per il San Carlo di Napoli (1761-1762), attirano su di lui gli sguardi dell’Europa intera. Nel 1762 riceve la commissione di due opere per il King’s Theatre e decide di recarsi a Londra. Lì si distingue dai concorrenti italiani per la qualità della sua strumentazione: introduzione del corno inglese e del clarinetto in Orione (1763), amplificazione del ruolo dei cori in Carattaco (1767). I suoi ultimi capolavori nascono da commissioni di vari teatri europei: Temistocle (1772) e Lucio Silla (1775) per Mannheim e Amadis de Gaule (1779) per l’Académie royale de musique (Parigi). Maestro di cappella della regina d’Inghilterra, Johann Christian si adopera anche per l’istituzione di concerti regolari a Londra ed è uno tra i primi compositori a scrivere per il fortepiano.