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CHABRIER, Emmanuel (1841-1894)

Benché molto sensibile al mondo dell’arte, Chabrier seguì abbastanza tardi la propria vocazione di compositore. Figlio di un avvocato, conseguì un diploma di laurea in diritto nel 1861 e ottenne poco dopo un impiego al Ministero dell’Interno. A questo titolo intraprese gli studi musicali come dilettante illuminato, evitando qualunque formazione troppo istituzionalizzata. Ma è soprattutto tramite le sue numerose frequentazioni che ci è possibile cogliere i fondamenti stessi della sua personalità. Amico di Saint-Saëns, d’Indy e Massenet, vicino agli ambienti impressionisti e parnassiani, Chabrier possedeva una mente aperta che dietro un pungente senso dell’umorismo celava un’acuta coscienza del progresso in materia d’arte. Nel 1889 assistette a una rappresentazione di Tristan und Isolde a Bayreuth: fu dopo questa rivelazione che abbracciò definitivamente la carriera musicale. Certo, si era già cimentato nella composizione, in particolare con l’opera L’Étoile (1877), ma è solo in questi anni che ottiene a poco a poco un vero riconoscimento, componendo numerosi lavori il cui influsso si sarebbe fatto sentire fino alla metà del Novecento. Per molti aspetti, il suo catalogo è indicativo di quella libertà con la quale Chabrier concepiva l’atto creativo. Si scopre in esso una scrittura raffinata e sensibile, un notevole intuito orchestrale e una volontà di andare oltre le regole tradizionali della scrittura. Tra i suoi lavori più significativi citiamo España e la Joyeuse Marche per orchestra, la Bourrée fantasque per pianoforte e le opere Gwendoline e Le Roi malgré lui.