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FOSSA, François de (1775-1849)

Nato a Perpignan in una famiglia di nobiltà recente, François de Fossa segue un percorso relativamente simile a quello del suo contemporaneo Antoine de Lhoyer: destinato alla carriera militare, è costretto all’esilio dalla Rivoluzione ed entra nell’esercito francese solo durante la Restaurazione. Diventa cavaliere (1825) e poi ufficiale (1839) della Legion d’onore e partecipa alla presa di Algeri nel 1830. Come per Lhoyer, Il periodo dell’esilio è determinante nel suo percorso musicale. Rifugiatosi in Spagna – e dal 1798 al 1803 nel Messico (a quei tempi ancora sotto il dominio spagnolo) –, sarà uno di quei musicisti che durante la monarchia di Luglio adatteranno lo stile chitarristico iberico al gusto francese. Del resto, è a lui che si deve la traduzione francese del metodo per chitarra di Dionisio Aguado, ed è grazie a lui che le opere di Luigi Boccherini per questo strumento sono note in Francia. Dalla corrispondenza che scambiò con la sorella durante l’esilio, si deduce che Fossa compose le sue prime opere al fine di integrare il proprio misero stipendio di funzionario del Ministero delle Indie a Madrid, intorno al 1808. Se l’insieme delle opere numerate di Fossa forma un catalogo di ventuno titoli, dedicati alla chitarra, al violino e al violoncello, il musicologo Matanya Ophee – cui si deve la riscoperta di questo virtuoso della chitarra – si mantiene cauto a proposito dell’ampiezza effettiva della sua produzione, che potrebbe essere completata da lavori pubblicati senza numero d’opus. Nel 2015 Ophee ha dichiarato di essere ormai troppo vecchio per dedicarsi a questo lavoro, incitando i giovani ricercatori a partire «alla caccia di questa musica».