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GODEFROID, Dieudonné-Félix (1818-1897)

Nato in una famiglia di musicisti belgi, Godefroid studia pianoforte prima di dedicarsi all’arpa. Allievo di François-Joseph Naderman al Conservatorio di Parigi, ottiene un secondo premio nel 1834. Poiché l’arpa a doppio movimento inventata da Érard non viene insegnata nell’istituto, Godefroid decide di fare pratica di questo strumento con Théodore Labarre e Elias Parish-Alvars. Ammirato da Berlioz, diventa rapidamente uno dei maggiori arpisti del proprio tempo e si esibisce in tutta Europa. Contribuisce a emancipare la tecnica dell’arpa da quella del pianoforte, sviluppando in particolare l’impiego della mano sinistra. Quando nel 1894 Godefroid e Joseph Hasselmans suggeriscono a Gustave Lyon, direttore della ditta Pleyel, di riprendere la fabbricazione di arpe a doppio movimento, il costruttore idea l’arpa cromatica senza pedali. Godefroid è autore di numerosi lavori e di opere didattiche per il proprio strumento: Étude de concert en mi bémol mineur (1878), École mélodique (1876), Mes exercices pour la harpe (1891) etc. Ma questo prolifico musicista, il cui catalogo annovera all’incirca trecento opere, ha composto anche numerosi pezzi per pianoforte, lavori cameristici, l’oratorio La Fille de Saül (1883) e due messe. Nel 1858 venne rappresentata al Théâtre-Lyrique di Parigi La Harpe d’or, opéra-comique contenente parecchi assoli per arpa suonati per l’occasione dal compositore stesso. La città natale di Namur gli commissionò una cantata, eseguita durante l’inaugurazione della statua di Leopoldo I nel 1869.