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GOSSEC, François-Joseph (1734-1829)

Nato nell’Hainaut, morto quasi centenario, Gossec conosce l’Ancien régime, la Rivoluzione, l’Impero e la Restaurazione. Stabilitosi a Parigi nel 1751, svolge un ruolo di primo piano all’interno delle istituzioni francesi. Nel 1769 fonda il Concert des amateurs. Successivamente condirettore del Concert Spirituel, direttore dell’Académie royale de musique e dell’École royale de chant, dal 1795 diventa uno dei pilastri del Conservatorio. Qui assume gli incarichi di ispettore e docente di composizione, collabora a vari metodi didattici, redige un Traité de l’harmonie e Les Principes de contrepoint. Membro dell’orchestra di La Pouplinière al suo arrivo in Francia, compone musica da camera e sinfonie. La frequentazione di Johann Stamitz, che dirige la formazione orchestrale, gli consente di assimilare lo stile della Scuola di Mannheim. Al servizio dei principi di Condé e di Conti nei primi anni Sessanta del Settecento, Gossec scrive alcuni opéras-comiques. Né queste partiture né le successive opere liriche s’impongono nel repertorio dei teatri. Tuttavia, nel 1760 la sua Messe des morts ottiene grande successo. In realtà, Gossec eccelle nel trattamento di ampie masse corali e orchestrali. Ne sono testimonianza le sue partiture destinate alle cerimonie rivoluzionarie, nelle quali impiega fiati e percussioni adatti alle esecuzioni all’aria aperta. Tra le sue ultime opere noteremo la Symphonie à 17 parties (1809) e la Dernière Messe des vivants (1813). Le sperimentazioni formali e sonore fanno di Gossec il massimo sinfonista francese del proprio tempo, e Beethoven e Berlioz sapranno mettere a frutto il suo retaggio.