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GOUVY, Théodore (1819-1898)

Nato nell’attuale Saarland poco dopo la caduta dell’Impero e la ridefinizione delle frontiere che ne seguì, Gouvy sarebbe potuto nascere francese se gli azzardi della storia non avessero fatto di lui un prussiano. Ciò nonostante, egli viene scolarizzato nel collegio di Sarreguemines e quindi nel liceo di Metz, dove nel 1836 ottiene un diploma di filosofia. Prosegue gli studi di giurisprudenza a Parigi, ma non avendo superato gli esami nel 1839, decide di dedicarsi alla carriera musicale. In questa prospettiva, segue privatamente le lezioni di Zimmerman (pianoforte), Eckert (violino) e Elwart (armonia), quindi si reca in Germania e in Italia per completare la propria formazione. Questa duplice cultura francese e tedesca influenzerà profondamente la sua arte fino al suo ritorno in Francia nel 1844. Artista facoltoso, Gouvy divide il proprio tempo tra Parigi, Lipsia e Hombourg-Haut nella dimora di famiglia, dove il fratello è padrone delle ferriere, e dove il musicista ama cercare ispirazione. Tuttavia, benché ampiamente noto sulle due rive del Reno (fu corrispondente della Regia Accademia di Berlino e dell’Académie des beaux-arts di Parigi), Gouvy soffrì un po’ della propria situazione di “straniero”, che gli impedì di beneficiare delle reti ufficiali fino alla sua naturalizzazione nel 1851. Benché la sua opera sia ampiamente dominata dalla musica da camera, a lui si devono anche numerose composizioni orchestrali (tra cui nove sinfonie) e religiose (Requiem, Stabat Mater, Messe brève), oltre a vari lavori drammatici, tra cui sei cantate e due opere.