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MASSENET, Jules (1842-1912)

Dopo gli studi di pianoforte coronati da un primo premio al Conservatorio nel 1859, Massenet vince il prix de Rome nel 1863. Questo successo gli frutta la commissione de La Grand’ Tante, opéra-comique che riceve una buona accoglienza alla prima rappresentazione (1867). Le musiche di scena de Les Érinnyes (Leconte de Lisle, 1873), gli oratori Marie-Magdeleine (1873) e Ève (1875) richiamano l’attenzione sul musicista che d’ora in poi si dedicherà prevalentemente al teatro lirico. Attento a rinnovarsi costantemente, Massenet tratta soggetti di grande varietà. Si susseguono così l’esotismo de Le Roi de Lahore (1877) e de Le Mage (1891), il fantastico di Esclarmonde (1889), il naturalismo de La Navarraise (1894) e di Sapho (1897), la favola Cendrillon (1899), il clima leggendario di Thaïs (1894) e Grisélidis (1901), la cornice medioevale e religiosa de Le Jongleur de Notre-Dame (1902), la mitologia antica di Ariane (1906) e di Bacchus(1909), l’eroismo tragicomico di Don Quichotte (1910). Il compositore s’ispira a celebri opere letterarie anche per Le Cid (1885), Manon (1884) e Werther (1892). Massenet possiede le doti indispensabili alla scena lirica: quelle della caratterizzazione psicologica e del ritmo teatrale. Sontuoso melodista, egli affascina anche per la sottigliezza della sua armonia e la raffinatezza della sua orchestrazione, elaborata in funzione della situazione drammatica. Autore di pezzi per pianoforte, opere sacre e mélodies, Massenet ha altresì contribuito al rinnovamento della musica sinfonica in Francia, come attestano in particolare le sei suites orchestrali intitolate Scènes.