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MOZART, Wolfgang Amadeus (1756-1791)

Mozart è figlio di un violinista e maestro di cappella alla corte dell’arcivescovo di Salisburgo. Enfant prodige, virtuoso di clavicembalo, comincia a comporre già all’età di quattro anni, il che spinge il padre a intraprendere fin dal 1762 diversi viaggi attraverso l’Europa (tra cui due a Parigi, nel 1763 e nel 1766). L’incontro con Johann Christian Bach a Londra e con il padre Martini a Bologna si rivela decisivo per la composizione, fin dagli anni Ottanta, dei suoi primi capolavori: grandi sonate, ambiziose sinfonie od opere che già indicano una volontà di emancipazione dai modelli tradizionali (IdomeneoIl ratto dal serraglio). Dal 1781 Mozart si stabilisce a Vienna come compositore indipendente, dedicandosi a pressoché tutti i generi: musica sacra (Messa in do minore) o profana (Le Nozze di FigaroDon GiovanniCosì fan tutte), sinfonica o da camera, portando ognuno a un tale grado di perfezione che i suoi contributi rimarranno modelli insuperabili per intere generazioni. Questo decennio di assoluta grazia, interrotto dalla prematura scomparsa, viene a essere coronato dai suoi ultimi lavori (le sinfonie dal n. 39 al n. 41; i concerti per clarinetto o per pianoforte n. 26 e n. 27; le opere La clemenza di Tito eIl flauto magico; il Requiem). L’opera di Mozart, personaggio mitico ammirato dai romantici, non è mai uscita dal grande repertorio, in particolare in Francia dove ha lasciato il segno sull’intero Ottocento, benché l’ultimo soggiorno del musicista a Parigi, nel 1778, sia avvenuto nella più totale indifferenza.