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NIEDERMEYER, Louis (1802-1861)

Nato in Svizzera in una famiglia sensibile alla musica, Niedermeyer riceve la parte essenziale della propria istruzione a Vienna con Moscheles (pianoforte) e Förster (composizione), poi a Roma con Fioravanti. In occasione di un soggiorno a Napoli, durante il quale riceve i consigli di Zingarelli e gli incoraggiamenti di Rossini, fa rappresentare la sua prima opera, Il Reo per amore(1820). Poco dopo, nel 1823 si stabilisce a Parigi nella speranza di farvi carriera. Anche se le sue opere liriche non riescono a imporsi (La Casa nel bosco, 1828; Stradella, 1837; Marie Stuart, 1844; La Fronde, 1853), Niedermeyer giunge piuttosto rapidamente alla notorietà con la romanza Le Lac su testo di Lamartine (1825), composizione che preannuncia la futura mélodie francese. Tuttavia è soprattutto per la sua attività nell’ambito della musica sacra che egli incide più profondamente sul suo tempo. Nel 1853 fonda l’École Niedermeyer, il cui obiettivo primario è di formare validi maestri di cappella attraverso lo studio dei compositori antichi (Palestrina) e del canto piano, di cui riabilita l’uso. A questo titolo è autore con Joseph d’Ortigue di un Traité théorique et pratique de l’accompagnement du plain-chant(1856), opera i cui principi armonici, pervasi di modalità, avranno profonde ripercussioni sull'evoluzione della musica in Francia nella seconda metà dell’Ottocento, in particolare per il tramite di Fauré, probabilmente l'allievo più celebre dell’istituto. Oltre alla produzione lirica, Niedermeyer lascia numerosi brani religiosi, in particolare per organo, nonché varie composizioni per pianoforte.