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REICHA, Antoine (1770-1836)

Originario di Praga, Antoine Reicha (o Antonín Rejcha) è, oltre che un affermato compositore, uno dei più importanti teorici e didatti della prima metà dell’Ottocento. Rimasto orfano di padre all’età di nove anni, riceve una prima formazione musicale presso lo zio, il compositore e violoncellista Joseph Reicha. Nominato Concertmeister al teatro di Bonn nel 1785, lo zio porta con sé il nipote, che ottiene un posto di flautista nell’orchestra dell'istituzione accanto al giovane Beethoven, il quale è invece  violista. Questo periodo della sua vita termina nel 1794 con l'occupazione della città da parte dell’esercito rivoluzionario francese. Antoine si reca perciò ad Amburgo, poi a Parigi e infine a Vienna, dove completa la propria formazione con Salieri e Albrechtsberger. Nel 1808 si stabilisce definitivamente in Francia. Benché percepito come compositore di musica “tedesca” grazie alla sua scienza del contrappunto, nel 1818 Reicha ottiene la nomina a professore presso il Conservatorio di Parigi. È in questo periodo che redige la maggior parte delle sue opere teoriche, tra cui il Traité de haute composition (1824-1826) animato da un costante scrupolo di equilibrio e di razionalità, opera nella quale dà prova di un'eccezionale chiaroveggenza. Aperto al progresso, il suo insegnamento esercita un profondo influsso su artisti quali Berlioz, Liszt, Gounod e Franck. Naturalizzato francese nel 1829, nel 1835 Reicha riceve la definitiva consacrazione con l'elezione all’Institut de France. Oggi misconosciuta, la sua opera (tra cui numerosi pezzi per pianoforte e per strumenti a fiato) oscilla tra l'espressione di una leggerezza ereditata dal classicismo e uno spiccato gusto per la sperimentazione teorica, al limite del visionario (Quatuor scientifique, fughe per pianoforte).