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A quattro mani

Nell'Ottocento il pianoforte a quattro mani è più di un genere musicale: è sia un atto di socializzazione sia un mezzo di propaganda e d’insegnamento. È anche, per gli editori, un commercio lucroso e redditizio. Quanti sanno che inizialmente le opere di Wagner furono introdotte a Parigi in questa forma? Quanti sanno che per molti aristocratici la forma a quattro mani rappresentava la possibilità di avvicinare grandi personalità? Da questa pratica derivarono le più svariate formule: arrangiamenti di opere, pezzi infantili, musica da ballo o sonate ambiziose. Dalle brillanti variazioni firmate Henselt, Moscheles o Chopin alle quadriglie umoristiche di Chabrier e Messager; dalle dotte sonate di Boëly, Onslow e Gouvy alle “scene infantili” di Fauré e Ravel, è un secolo d’intimità e di incontri straordinari quello che viene scrivendosi nell’ambito di un repertorio in cui la trascrizione orchestrale assume talvolta il carattere di un tour de force virtuosistico, quando si tratta di Españadi Chabrier o de La Valse di Ravel.