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Canzone e operetta durante il Secondo Impero

Anche se il Secondo Impero rappresenta l’età dell’oro della democratizzazione musicale, il “grande pubblico” è solo parzialmente interessato ai generi musicali più elevati nella gerarchia dei repertori. A contatto con le opere di Verdi e di Wagner il teatro lirico francese si trasforma progressivamente ed elimina dalle sue produzioni le arie e le romanze, le cui melodie e refrains erano stati fino ad allora le pagine preferite del pubblico, facilmente staccabili dalle opere e diffuse sotto varie forme in tutto il paese. L’operetta, che nasce a Parigi alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento, viene a colmare questa lacuna: Hervé e successivamente Offenbach reinventano e perpetuano un genere leggero e popolare che fiorisce al Théâtre des Folies-Nouvelles (1854), al Théâtre des Bouffes-Parisiens (1855) o, ancora, al Théâtre des Variétés (dove nel 1864 viene rappresentata La Belle Hélène). La canzone – che viene ascoltata nelle osterie o nelle mescite di vino, ma che si trova pubblicata anche sui quotidiani – appare in un certo qual modo come una risposta popolare al carattere elitario della mélodie francese, allora all’incessante ricerca di colte raffinatezze.