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Il prix de Rome

Istituito nel 1666 da Colbert e Luigi XIV, il prix de Rome si apre alla musica solo sotto l’influsso di Napoleone nel 1803. Il principio consiste nell’inviare a Roma (dapprima nel Palazzo Mancini, poi nella Villa Medici) il fior fiore dei giovani artisti francesi allo scopo di consentire loro – al termine degli studi – di entrare direttamente in contatto con l’arte italiana, giudicata superiore a qualunque altra. Per la musica la selezione del vincitore avviene in due fasi: innanzitutto un concorso di prova consistente nella scrittura di esercizi di contrappunto (che a partire dagli anni Trenta si compendieranno in una fuga stretta) e di un coro con orchestra. Esaminate collegialmente dall’Académie des beaux-arts, queste opere danno adito a una seconda selezione che sceglie solo cinque o sei candidati per il concorso definitivo. Chiusi in una stanza (detta loge) per una trentina di giorni, questi aspiranti prix de Rome devono quindi musicare il libretto di una cantata imposta, che – dal 1839 in poi – fa intervenire tre personaggi dai destini sovente tragici. Fino a quella data le cantate erano prevalentemente a una voce (talvolta due tra il 1831 e il 1838) e calcate sul modello dell’antica cantata barocca.