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Il quartetto con pianoforte nell’Ottocento

Derivato dai divertimenti con tastiera della seconda metà del Settecento, il quartetto per pianoforte, violino, viola e violoncello si sviluppa a partire dagli anni Ottanta del secolo. Inizialmente il suo repertorio si compone soprattutto di trascrizioni di concerti per pianoforte. Ma Mozart, che offre due capolavori a questa formazione, fonde già la scrittura concertante con quella cameristica. Nei primi decenni dell’Ottocento numerosi quartetti sono ancora adattamenti di opere classiche destinati a dilettanti. L’importanza del pianoforte in epoca romantica determina l’aumento di partiture in forma di quartetto originali, tecnicamente più esigenti. Spesso scritte da compositori pianisti, in esse la parte della tastiera è più difficile di quella degli archi, come attestano le opere di Weber o Mendelssohn. Con Schumann, Brahms, Fauré o Saint-Saëns la presentazione e lo sviluppo dei tempi sono distribuiti in maniera più omogenea tra i quattro strumenti. Si noti che in molti compositori francesi come d’Indy, Fauré, Dubois, Hahn e Chausson, il quartetto con pianoforte serve da trampolino di lancio verso il quartetto d’archi o il quintetto con pianoforte.