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Il quintetto con pianoforte nell’Ottocento

L’origine di questa formazione che associa un pianoforte a un quartetto d’archi è simile a quella del quartetto con pianoforte: nata dai divertimenti classici, viene spesso impiegata nelle trascrizioni di concerti per tastiera. Anche se i dodici Quintetti op. 56 e 57 di Boccherini (1797 e 1799) sono partiture originali, è l’opera 44 di Schumann (1842) a conferire davvero patenti di nobiltà al genere. Fino alla metà dell’Ottocento la Francia privilegia piuttosto il quintetto per pianoforte, violino, viola, violoncello e contrabbasso (adottato da Schubert per La Trota), formazione che ispira a Louise Farrenc e George Onslow opere di stile concertante. Nel 1855 Saint-Saëns compone il primo grande quintetto francese per pianoforte e quartetto “tradizionale”. L’ampiezza delle sue dimensioni e la ricchezza del contrappunto (già presenti in Schumann) caratterizzeranno anche le partiture della seconda metà del secolo (Brahms e Franck). In seguito numerosi musicisti francesi coltiveranno le infinite possibilità di questa formazione strumentale: Castillon, Gouvy, Widor, Fauré, Schmitt, Pierné, Vierne o, ancora, Koechlin.

    Immagine - 1
  • Quintette en trois parties, pour piano, deux violons, alto et violoncelle (Florent Schmitt)
  • Opere - 13
  • Fantaisie-Quintette pour piano et cordes (Édouard Lalo)
  • Quintetto con pianoforte n. 2 in mi maggiore op. 31 (Louise Farrenc)
  • Quintette en fa majeur pour piano et cordes (Lucien Durosoir)
  • Quintetto in tre parti per pianoforte e archi op. 41 (Gabriel Pierné)
  • Quintetto per archi e pianoforte in la minore op. 14 (Camille Saint-Saëns)
  • Quintette pour cordes et piano n° 1 en ré mineur op. 89 (Gabriel Fauré)
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    Persone - 2
  • DUBOIS, Théodore (1837-1924)
  • ONSLOW, George (1784-1853)
  • Argomento - 1
  • Musica di camera – A proposito del pianoforte