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Il soprano di agilità

Agli inizi dell’Ottocento la ripartizione dei ruoli nelle opere liriche francesi è organizzata attorno a un ristretto numero di “impieghi”, i cui limiti sono stati delineati dai grandi cantanti: per i soprani, quello della “Falcon” (soprano drammatico) o della “Dugazon” (soprano leggero). Il repertorio di quest’ultimo registro, legato all’opéra-comique (Madame Dugazon è l’interprete dei successi di Dalayrac), si estende all’opera sotto l’influsso delle produzioni rossiniane e s’incarna nella figura della Cinti-Damoreau (1801-1863). Formatasi al Conservatorio, questa cantante si fa le ossa al Théâtre-Italien de Paris prima di entrare all’Opéra e interpretare, tra gli altri, il ruolo di Elvire ne La Muette de Portici o di Isabelle in Robert le diable. Mentre il pubblico parigino va in estasi dinanzi al virtuosismo dei grandi solisti da concerto, i soprani di agilità, o “chanteuses à roulade”, rispondono a questo nuovo gusto sulla scena teatrale: tra “pirotecnica vocale” e “ciarlataneria artistica”, secondo la critica, essi diventano le principali attrazioni degli spettacoli lirici.