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La Scuola flautistica francese

La fattura del flauto traverso conosce mutamenti radicali nel corso dell’Ottocento. Nuovi modelli appaiono in Germania e in Inghilterra negli anni Trenta e Quaranta: essi sono caratterizzati dall’ampliamento dell’apertura dei fori – che d’ora in poi corrisponderanno a ciascun semitono della scala musicale– e dall’impiego di nuovi materiali (legno, cristallo, avorio). La loro adozione da parte dei francesi è tuttavia molto graduale e diventerà definitiva solo dopo la nomina di Louis Dorus al Conservatorio (1860). Il flauto, mentre da una parte vede amplificarsi il proprio ruolo all’interno dell’orchestra, dall’altra viene difeso nei salotti e nelle sale da concerto da grandi virtuosi che ne fissano i tratti idiomatici nelle proprie composizioni: Tulou, Berbiguier, Demersseman, Drouet, Coche, Camus, Dorus e poi i suoi allievi Altès e Taffanel. Questi solisti beneficiano anche del nuovo interesse da parte dell’editoria musicale per questo strumento democratizzato e producono così numerosi pezzi su arie alla moda: fantasie o parafrasi che spesso privilegiano il virtuosismo dimostrativo a scapito di una più profonda inventiva musicale.