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Musica per complesso a fiati

Se l’immaginario associa volentieri la musica per strumenti a fiato al repertorio militare e a quello – popolare – delle bande e delle fanfare, ciò avviene perché ci si dimentica che alla fine del Settecento essa rappresentava il nec plus ultra della mondanità aristocratica. I complessi di strumenti a fiato accompagnavano la quotidianità delle famiglie principesche dal momento in cui si alzavano (con l’“aubade”sotto le finestre) fino a quello in cui si coricavano, passando per la caccia, il passeggio in giardino (con la “serenata” fatta dai boschetti), i pasti (con la “musique de table” suonata dalle sale adiacenti) e i balli (con il “divertimento”, eseguito su tribune che mascheravano i musicisti agli occhi degli invitati). Il repertorio suonato raramente è originale. Si preferiscono gli arrangiamenti di opere e di balletti alla moda. La qualità e l’inventiva di queste trascrizioni meritano ormai l’attenzione delle sale da concerto e rammentano con quale serietà venissero trattate queste orchestre in miniatura. In seguito, la generazione di Gounod, d’Indy, Dubois e Caplet volle farsi autrice di pezzi originali talvolta spettacolari.

    Immagini - 3
  • Chanson et danses. Divertissement pour instruments à vent op. 50 (Vincent d'Indy)
  • La société de musique de chambre pour instruments à vent
  • Magasin de musique : établissemen Gautrot
  • Opere - 12
  • Chanson et danses. Divertissement pour instruments à vent op. 50 (Vincent d'Indy)
  • Decimino in re maggiore op. 14 (Georges Enesco)
  • Grand Quatuor n. 1 op. 2 (Edmond Juvin)
  • Idylle (Lucien Durosoir)
  • Nonette n° 2 en ut mineur pour cuivres (Félicien David)
  • Ottetto op. 96 (Antoine Reicha)
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    Persona - 1
  • ONSLOW, George (1784-1853)