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Musique pour deux pianos

Relativamente rara nella prima parte dell’Ottocento, la musica per due pianoforti rimane in Francia, fino alla Terza Repubblica, appannaggio del virtuosismo esuberante di un Henri Herz o di un Franz Liszt. Poco adatta al mercato editoriale delle opere per pianoforte, rivolto in primo luogo al salotto borghese (che generalmente contiene un solo strumento), la musica per due pianoforti appare in compenso come un novello eldorado estetico ai musicisti di fine secolo, che dopo Franck, Saint-Saëns e poi Debussy vi scorgono la possibilità di rompere con una musica commerciale, di proporre nuove sensazioni al pubblico dei concerti e, forse, di riallacciarsi a una tradizione barocca praticata in particolare da Couperin (Allemande à deux clavecins, 1716). Anche se a cavallo tra i due secoli vedono la luce pezzi appositamente composti per questo organico, il repertorio si nutre soprattutto di trascrizioni o arrangiamenti di opere sinfoniche: pur senza renderle alla portata dei musicisti dilettanti, i compositori assicuravano così ad esse una più ampia diffusione.