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Strumenti a corda – La chitarra nel XIX secolo

Nel XIX secolo, nell’ambito delle classi medie e popolari la chitarra occupa il posto che il pianoforte – il cui acquisto è assai più oneroso – acquisisce nei salotti aristocratici e borghesi: fungendo da «cassa di risonanza» delle produzioni liriche dell’epoca (attraverso fantasie o variazioni su temi d’opera), i chitarristi vedono il loro repertorio ampliarsi sia nell’ambito della musica leggera sia in quello del virtuosismo dimostrativo. Se all’epoca la scuola francese brilla di luce propria – in particolare sotto le dita di Louis Carpentras, Adolphe Ledhuy, Charles Lintant, Charles de Marescot, Jean-François Salomon o Napoléon Coste –, L’influenza della Spagna (grazie a François de Fossa, Dionisio Aguado o Ferdinando Sor) e dell’Italia (soprattutto di Ferdinando Carulli, Matteo Carcassi e Niccolò Paganini) si avverte nella musica per chitarra composta in Francia. Benché, per quanto riguarda la liuteria, la chitarra si avvalga pienamente dei progressi realizzati nel secolo romantico, essa dovrà però aspettare la scoperta dei processi di amplificazione elettronica per conquistare altri spazi musicali, al di là dei salotti.