BRU ZANE MEDIABASE
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Messa per l’incoronazione di Napoleone (Giovanni Paisiello)

Data

1804

Descrizione

Kyrie – Gloria – Credo – Sanctus – Agnus Dei – Domine salvum

Testo

Napoleone aveva riportato dalle sue conquiste nel Mediterraneo un gusto spiccato per la musica italiana, e dunque non stupisce che affidi la direzione della propria cappella musicale al napoletano Giovanni Paisiello, al quale commissiona anche la musica destinata alla sua incoronazione, prevista per il 2 dicembre 1804. L’opera (integrata con un Te Deum dello stesso autore) ha i tratti di una messa solenne, in si bemolle maggiore, che evita il fragore e la pompa privilegiando invece le acrobazie di numerosi solisti e diffondendo sulla cerimonia un’atmosfera festosa e serena. Paisiello strizza persino l’occhio all’imperatrice Giuseppina nell’Et incarnatus est del Credo: il dialogo tra un’arpa concertante e il primo corno allude agli strumenti che l’imperatrice amava ascoltare nell’intimità delle sue stanze. Peraltro, Paisiello non assiste all’incoronazione: alla fine di agosto del 1804 abbandona la direzione della cappella del Primo Console per ritornare a Napoli, lasciando il posto a Jean-François Le Sueur. Questi cura dunque a Notre-Dame la direzione musicale di una cerimonia fastosa, con oltre trecento musicisti. Sebbene l’opera sia composta per un’orchestra e un coro, le dimensioni dell’organico inducono Paisiello a separare gli esecutori in due orchestre e due cori, ripartiti nei transetti. Una decina di solisti, anch’essi raggruppati da una parte e dall’altra della navata, si divide le linee vocali scritte dal compositore. Ci sono i maggiori artisti del momento, tra i quali le signore Branchu, Armand, Pelet e Lelong, il tenore Lays e il basso Nourrit.

    Persona - 1
  • PAISIELLO, Giovanni (1740-1816)
  • Argomenti - 2
  • La musica sacra nell’Ottocento
  • Napoleone e la musica