BRU ZANE MEDIABASE
Risorse digitali sulla musica romantica francese

Il corno nell’Ottocento

L’origine del corno risale all’alta antichità. Agli inizi dell’Ottocento lo strumento suona ancora solo un limitato numero di note. Verso il 1820 viene perfezionato con l’aggiunta di pistoni, ma nonostante questi progressi di fattura resiste l’uso del corno “naturale” (privo di pistoni). Molti interpreti e compositori si oppongono infatti alla novità; così Brahms, che rifiuta il timbro brillante dello strumento moderno. Presente con due elementi nell’orchestra d’inizio secolo, poi con quattro, il corno arriverà a otto in Wagner. Verso il 1850 s’impongono i corni in fa e in si bemolle. Nel 1897 essi si fonderanno grazie a un sistema del costruttore Kruspe, tuttora in uso. Capace di suoni molto potenti come di grande dolcezza, il corno è da solo un simbolo del romanticismo musicale, in particolare per la sua evocazione dei misteri della foresta. Impiegato nell’orchestra e nella musica da camera, rimane raro come solista (per questa ragione il Larghettoche Chabrier gli affida nel 1877 segna una svolta). Per molto tempo vi furono due maniere di suonare il corno: con il vibrato, secondo lo stile francese, o senza, secondo lo stile anglosassone oggi generalmente adottato.