Max d’ OLLONE
1875 - 1959
Direttore d’orchestra, Compositore
Nato a Besançon da una famiglia aristocratica, Max d’Ollone compone fin dalla più giovane età suscitando l’attenzione di Gounod, Saint-Saëns e Massenet. Allievo di Lavignac, Gédalge e Massenet al Conservatorio di Parigi, ottiene il prix de Rome nel 1897 con la cantata Frédégonde. Benché affronti tutti i generi, si dedica soprattutto all’opera, in cui l’influsso di Wagner e del proprio maestro si coniuga a uno stile personale. Radicato nella tradizione romantica, Max d’Ollone respinge le innovazioni della Scuola di Vienna. Scrive egli stesso il libretto de Le Retour, rappresentato ad Angers nel 1912 e ripreso a Parigi nel 1919 con Germaine Lubin nel ruolo principale. Si susseguono poi L’Arlequin (1924), l’opéra-comique Georges Dandin ou le Mari confondu (1930), il dramma lirico La Samaritaine (composto nel 1930 e rappresentato nel 1937). Ma alcune sue opere liriche rimangono inedite, come Jean(1904), o sono state allestite solo in parte: sono stati rappresentati un quadro de l’Étrangère (1911) e de Les Amants de Rimini (1915), un atto della commedia lirica Les Uns et les autres(1915). Max d’Ollone ha svolto inoltre un’intensa attività didattica e insistito sull’importanza dell’educazione musicale nello sviluppo dell’essere umano. Direttore dei Concerts populaires d’Angers, in seguito insegna composizione all’École normale de musique e al Conservatorio di Parigi, dirige il Conservatorio di Fontainebleau e l’Opéra-Comique. Le sue molteplici esperienze lo portano a pubblicare Le Langage musical (1952) e Le Théâtre lyrique et le Public (1955).
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Max d'Ollone. Cantates, chœurs et musique symphonique
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data di pubblicazione : 13/12/24