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I figli del secolo

Durante le guerre dell’Impero, mentre i mariti e i fratelli erano in Germania, le madri inquiete avevano messo al mondo una generazione ardente, pallida, nervosa.

Nell’incipit del secondo capitolo de La Confessione di un figlio del secolo, Alfred de Musset prende in considerazione nel suo insieme quel gruppo di bambini che hanno visto la luce al volgere del XIX secolo e la cui maturità si sviluppa intorno al 1830. Allevati nella venerazione dell’Imperatore – «Un solo uomo era in vita allora in Europa; il resto degli esseri cercava di riempirsi i polmoni dell’aria che egli aveva respirato», scrive ancora Musset –, questi individui hanno vissuto la sua caduta e sono cresciuti al ritmo dei cambiamenti di regime e delle rivoluzioni. Lo stravolgimento dei valori che ne deriva dà origine a una forma particolare di malinconia: fa da substrato al movimento romantico.

Sommaire

Una generazione

Una generazione

Tutti questi ragazzi erano gocce di un sangue ardente che aveva inondato la terra; erano nati in seno alla guerra, per la guerra. Avevano sognato per quindici anni le nevi di Mosca e il sole delle piramidi; erano stati temprati al disprezzo della vita come giovani spade. Non erano usciti dalle loro città, ma gli era stato detto che per ogni porta di quelle città si andava a una capitale d’Europa. Avevano in testa tutto un mondo; guardavano la terra, il cielo, le strade e i sentieri; tutto era vuoto, e le campane delle loro parrocchie risuonavano sole in lontananza» (La Confessione di un figlio del secolo. Trad. di A. Terni, Fazi, Roma 2003)

Ecco alcune delle personalità artistiche nate al volgere del XIX secolo e appartenenti a questa generazione di figli del secolo.

 

Tè artistico al sapore di grandi uomini
Disegno di Grandville
1843
© Maison de Balzac

Ritratto di Louise Farrenc

Ritratto di Louise Farrenc

L’Illustration, 13 gennaio 1855.

[Nota: all’epoca della pubblicazione del ritratto, la compositrice ha 51 anni]

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Ritratto di Victor Hugo

Ritratto di Victor Hugo

Achille Devéria

1829

© Maison de Victor Hugo – Hauteville House

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Ritratto di Louise Bertin

Ritratto di Louise Bertin

Amaury-Duval

1841

© Musée Carnavalet

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Ritratto di Honoré de Balzac

Ritratto di Honoré de Balzac

Bernard-Romain Julien

1839

© Maison de Balzac

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Ritratto di Fromental Halévy

Ritratto di Fromental Halévy

Bernard-Romain Julien

1838

Le Charivari, 30 maggio 1838.

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Ritratto di George Sand

Ritratto di George Sand

Auguste Charpentier

1838

© Musée de la vie romantique

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Alfred de Musset

Alfred de Musset

Legenisel. Da un’opera di Eugène Lami

1841

© Musée Carnavalet

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Ritratto di Hector Berlioz a Villa Medici

Ritratto di Hector Berlioz a Villa Medici

François-Xavier Dupré

1832

© Académie de français à Rome / Villa Médicis

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Ritratto di Maria Malibran

Ritratto di Maria Malibran

Henri Grévedon

1829

© Bibliothèque nationale de France

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Ritratto di Henri Reber

Ritratto di Henri Reber

1853

L’Illustration, 19 novembre 1853.

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Ritratto di Eugène Delacroix a 26 anni

Ritratto di Eugène Delacroix a 26 anni

Alexandre-Marie Colin

1824

© Musée Carnavalet

Ritratto di Alexandre Dumas

Ritratto di Alexandre Dumas

Achille Devéria

1831

© Musée Carnavalet

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Ritratto di Frédéric Chopin

Ritratto di Frédéric Chopin

Pierre-Roch Vigneron

1833

© Bibliothèque nationale de France

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Ritratto di Franz Liszt

Ritratto di Franz Liszt

Achille Devéria

Années 1830

© Bibliothèque nationale de France

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Il boom del concerto

Il boom del concerto

Alla fine degli anni ’20 del 1800, sotto l’impulso di una politica artistica ambiziosa, l’attività musicale parigina sperimenta una folgorante evoluzione. Una delle forme d’evento che incarnano al meglio quest’età dell’oro è il concerto: piuttosto limitato sotto la Restaurazione, aumenta di numero in maniera esponenziale nel corso degli anni ’30 dell’Ottocento. La generazione di Hector Berlioz e Louise Farrenc si distingue inoltre per un interesse inedito per la musica sinfonica, aprendo la strada a carriere che possano svilupparsi sulla durata, senza appoggiarsi necessariamente alla scena lirica. Tuttavia questa moda di concerto non si accompagna in realtà alla costruzione di sedi adeguate: i sinfonisti devono rifugiarsi in luoghi musicali ristretti (la sala concerti del Conservatorio di Parigi o la sala Herz) oppure occupare circhi equestri.

Berlioz direttore d'orchestra: un concerto nel 1846. 
Wiener Theaterzeitung

Nouveau langage musical ou Société d'amateurs che esegue una Sinfonia in un circolo filarmonico

Nouveau langage musical ou Société d'amateurs che esegue una Sinfonia in un circolo filarmonico

Grandville

1829

© Bibliothèque nationale de France

Sinfonia fantastica

Sinfonia fantastica

Hector Berlioz

1830

Prima pagina del manoscritto autografo dell’opera eseguita per la prima volta il 5 dicembre 1830 nella sala concerti del Conservatorio

© Bibliothèque nationale de France

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Sala concerti del Conservatorio

Sala concerti del Conservatorio

1843

L'Illustration, 15 aprile 1843.

Il Conservatorio di Parigi

Il Conservatorio di Parigi

1848

L'Illustration, 15 gennaio 1848.

Seconda Sinfonia

Seconda Sinfonia

Louise Farrenc

1845

Frontespizio del manoscritto autografo dell’opera eseguita per la prima volta il 3 maggio 1846 nella sala concerti del Conservatorio.

© Bibliothèque nationale de France

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Sala concerti in rue de la Victoire (sala Herz)

Sala concerti in rue de la Victoire (sala Herz)

Janet Lange

1843

L'Illustration, 10 giugno 1843.

Concerto di Berlioz alla sala del Cirque Olympique

Concerto di Berlioz alla sala del Cirque Olympique

1845

L’Illustration, 25 gennaio 1845.

Concerto vocale degli Orfeonisti nella sala del Cirque national agli Champs-Élysées

Concerto vocale degli Orfeonisti nella sala del Cirque national agli Champs-Élysées

1847

L'Illustration, 27 marzo 1847.

Un concerto a mitraglia e Berlioz

Un concerto a mitraglia e Berlioz

Grandville

1845

L'Illustration, 15 novembre 1845.

Musica pirotecnica, chiassosa e diabolica

Musica pirotecnica, chiassosa e diabolica

Honoré Daumier

1838

Le Charivari, 11 novembre 1838.

La rinascita del grand-opéra

La rinascita del grand-opéra

Rimasta mezzo secolo nel solco della rivoluzione estetica lanciata da Gluck, l’Opéra di Parigi sperimenta, alla fine degli anni ’20 dell’Ottocento, un nuovo impulso. Il genere del “grand-opéra” coniuga allestimenti grandiosi, libretti d’ispirazione storica e partiture che moltiplicano i contrasti – specie fra momenti intimistici e quadri collettivi (presenza obbligata del balletto, scene di giuramento, cerimonie imponenti) – e danno risalto alle arie virtuosistiche. Il genere s’incarna nelle partiture di Auber (La Muta di Portici, 1828), di Rossini (Guglielmo Tell, 1829), di Halévy (L’ebrea, 1835) e soprattutto di Meyerbeer (Roberto il diavolo, 1831; Gli ugonotti, 1836; Il profeta, 1849). L’estrema popolarità di queste opere ricolloca Parigi al centro del mondo lirico europeo.

Apparato scenico di Roberto il diavolo, atto III, di Ciceri.
Litografia di Ciceri, Benoist e Bayot, 1831.
© Bibliothèque nationale de France

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Adolphe Nourrit nel ruolo di Masaniello

Adolphe Nourrit nel ruolo di Masaniello

1828

Bozzetto di costume per La muta di Portici di Auber. 

© Bibliothèque nationale de France

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Guglielmo Tell

Guglielmo Tell

1829

Frontespizio della prima edizione dell’opera di Rossini. Parigi, Troupenas [1829].

© Académie de France à Rome / Villa Médicis

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L’Opéra (sala Le Peletier)

L’Opéra (sala Le Peletier)

L’Illustration, 16 novembre 1844.

Le quinte della sala Le Peletier

Le quinte della sala Le Peletier

L’Illustration, 16 novembre 1844.

Il tenore Gilbert Duprez

Il tenore Gilbert Duprez

Benjamin

1838

Duprez v’apre qui l’abisso onde s’avventa
Un torrente d’armonia a gran fiotti grondanti
Non la bocca sua s’avrebbe fatto gigante
Se la matita potesse sì dipingere i talenti.

Le Charivari, 7 maggio 1838.

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Scena di Roberto il diavolo

Scena di Roberto il diavolo

Achille Devéria

1831

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Cornélie Falcon nel ruolo di Rachel

Cornélie Falcon nel ruolo di Rachel

Achille Déveria

1835

Bozzetto di costume per L’ebrea di Fromental Halévy.

© Musée Carnavalet

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Scena del Profeta (di Meyerbeer): atto IV

Scena del Profeta (di Meyerbeer): atto IV

L'Illustration, 28 avril 1849.

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L’opéra-comique si reinventa

L’opéra-comique si reinventa

Sullo slancio dell’impulso fornito dall’Opéra di Parigi, l’Opéra-Comique vive anch’essa una rivoluzione estetica al volgere degli anni ’30 dell’Ottocento. L’impatto delle opere di Rossini, applaudite al Théâtre-Italien di Parigi fin dal 1817, si fa particolarmente sentire nelle partiture di Boieldieu, Auber, Halévy e Adam: le linee vocali dei solisti si fanno più complesse, l’orchestra più corposa, e gli intrighi abbandonano le rive dell’opera senza pretese per esplorare – come nel grand-opéra – il fantastico o i grandi eventi del passato. La Dame blanche (1825), Zampa (1831), Le Pré aux clercs (1832), Lo Chalet (1834) e La figlia del reggimento (1840) sono altrettante pietre miliari nella storia di un genere che, staccandosi in parte dal registro comico, lascia la strada in cui sprofonderà l’operetta alla metà dell’Ottocento.

Scena di Angélique et Médor di Ambroise Thomas all’Opéra-Comique.
L’Illustration, 10 giugno 1843.

Louis Ponchard ne La Dame blanche

Louis Ponchard ne La Dame blanche

Dantan

1832

© Musée Carnavalet

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Jean-Baptiste Chollet in Fra Diavolo

Jean-Baptiste Chollet in Fra Diavolo

Louis Maleuvre

1832

Bozzetto di costume per l'opéra-comique di Auber.

© Musée Carnavalet

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Zampa

Zampa

Victor Coindre

1843

Frontespizio della quadriglia di Musard per i balli dell’Opéra sui motivi di Zampa di Hérold. Illustrazione di Victor Coindre.

© Bibliothèque nationale de France

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Féréol ne Le Pré aux clercs

Féréol ne Le Pré aux clercs

Louis Maleuvre

1832

Ruolo di Cantarelli, atto I.
Bozzetto di costume per l’opéra-comique di Hérold. 

© Bibliothèque nationale de France

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Madame Pradher ne Le Chalet

Madame Pradher ne Le Chalet

Louis Maleuvre

1834

Ruolo di Betly.
Bozzetto di costume per l’opéra-comique di Adolphe Adam.

© Bibliothèque nationale de France

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Il cavallo di bronzo

Il cavallo di bronzo

Jules-Joseph-Guillaume Bourdet

1835

Illustrazione di stampa per l’opéra-comique di Auber. 

Le Charivari, 23 avril 1835. 

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Il cocchiere di Lonjumeau

Il cocchiere di Lonjumeau

1836

Incisione che rappresenta la scena 7 dell’atto III dell’opera di Adolphe Adam.

© Bibliothèque nationale de France

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Laure Cinti-Damoreau ne Il domino nero

Laure Cinti-Damoreau ne Il domino nero

1837

Ruolo di Angèle, atto III.
Bozzetto di costume per l’opéra-comique di Auber.

© Bibliothèque nationale de France

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La figlia del reggimento

La figlia del reggimento

Victor Coindre

1851

Frontespizio della Schottisch e Polka mazurka di Giuseppe Daniele sui motivi dell’opera di Donizetti. Henriette Sontag nel ruolo di Marie.

© Musée Carnavalet

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Virtuosismo strumentale

Virtuosismo strumentale

Ispirati dal modello violinistico di Paganini, i compositori romantici hanno fatto del pianoforte lo strumento del virtuosismo per eccellenza. La tecnica pianistica, stimolata dai progressi costruttivi e dalla circolazione di opere su scala europea, si evolve nella direzione di una maggiore potenza e velocità, specialmente fra il 1810 e il 1840. Alcuni metodi pedagogici si fanno sostenitori di tale trasformazione, mentre innumerevoli pezzi esplorano, con Liszt, Chopin, Alkan e Thalberg, le nuove possibilità estreme dello strumento. La vittoria del pianista sulle difficoltà più insormontabili scatena una ricerca poetica del timbro e dell’inaudito: l’avvento del virtuosismo pianistico si rivela il motore di una nuova creatività. Questo movimento tuttavia manifesta degli eccessi e non corrisponde al gusto di tutti. Così, nel 1843, il poeta Heine fustiga gli exploit dei virtuosi, razionalizzazione volgare dell’esecuzione nella quale egli non percepisce che «la trasformazione sonora dell’uomo in strumento» (Saggi. Lutetia, LV). Di fronte alla frivolezza dimostrativa che talvolta si attribuisce a tali pezzi, si costituisce una scuola dell’“arte seria” fondata sui grandi maestri viennesi. 

Franz Liszt. Caricatura di Dantan. 1836.
© Musée Carnavalet

Pubblicità di concerto

Pubblicità di concerto

Honoré Daumier

1843

Un concerto a dieci franchi!... Pare, amico mio, che sarà molto carino... cos’ascolteremo per questi dieci franchi?... – Ascolteremo Dreizshock, Kornn, Litz, Puig, Herz, Schwencke... se non storpiano le orecchie, di certo storpiano furiosamente la bocca!...

La Caricature, 12 mars 1843.

Niccolò Paganini

Niccolò Paganini

Jean-Auguste-Dominique Ingres

1830

© Bibliothèque nationale de France

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Henri Herz al pianoforte in una sala

Henri Herz al pianoforte in una sala

Achille Déveria

1833

Illustrazione dello spartito Récréations musicales di Henri Herz.

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Sigismund Thalberg

Sigismund Thalberg

Dantan

1836

© Musée Carnavalet

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Andante finale di Lucia di Lammermoor

Andante finale di Lucia di Lammermoor

Franz Liszt

1840

Pagina della trascrizione per piano solo realizzata da Franz Liszt sull’opera di Gaetano Donizetti. 

© Bibliothèque nationale de France

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Henri Herz

Henri Herz

Lorentz

1842

Le Charivari, 11 febbraio 1842.

Sistema meccanico per facilitare e accelerare lo studio del pianoforte

Sistema meccanico per facilitare e accelerare lo studio del pianoforte

1846

Schemi pubblicati ne L’Illustration, 11 luglio 1846.

Le Chemin de fer

Le Chemin de fer

Charles-Valentin Alkan

1844

Prima pagina dello studio per pianoforte di Charles-Valentin Alkan.

© Bibliothèque nationale de France

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Dinamismo della costruzione strumentale

Dinamismo della costruzione strumentale

La salute economica della fabbricazione dello strumento negli anni ’30 dell’Ottocento si può valutare in base al numero di artigiani di pianoforti: sono più di 100 ad esercitare l’attività a Parigi, perlopiù nel cuore stesso della città. Fétis stima a circa 8000 il numero di pianoforti costruiti in Francia nel corso del decennio. Quest’industria risponde sia alle necessità dei privati (alla ricerca di uno strumento che possa inserirsi nelle case come un mobile) sia dei concertisti (i quali esigono, per quanto li riguarda, che la sonorità del pianoforte vada sempre aumentando). Sono dunque numerosi gli sviluppi tecnici, concepiti in collaborazione con i virtuosi. Altre famiglie di strumenti beneficiano di questo movimento d’innovazione: Adolphe Sax simboleggia, da solo, una rivoluzione nella costruzione degli strumenti a fiato negli anni ’40 dell’Ottocento.

Pianoforte esagonale
Jean-Henri Pape
Ca. 1837
© Musée de la musique

Pianoforte cabinet

Pianoforte cabinet

Jean-Henri Pape

1831

© Musée de la musique

Pianoforte quadrato

Pianoforte quadrato

Maison Érard

1836

© Musée de la musique

Pianoforte a coda

Pianoforte a coda

Maison Pleyel

1846

© Musée de la musique

Maison Pleyel: costruzione degli armadi

Maison Pleyel: costruzione degli armadi

1855

L’Illustration, 9 giugno 1855.

Maison Pleyel: costruzione delle tastiere

Maison Pleyel: costruzione delle tastiere

1855

L’Illustration, 9 giugno 1855.

Maison Pleyel: laboratorio di tavole armoniche

Maison Pleyel: laboratorio di tavole armoniche

1855

L’Illustration, 9 giugno 1855.

Ubicazione dei principali artigiani di pianoforti a Parigi

Ubicazione dei principali artigiani di pianoforti a Parigi

Periodo d’insediamento: prima del 1829 (in bianco); fra il 1830 e il 1837 (in grigio); dopo il 1838 (in nero).

Pianoforte a pedali

Pianoforte a pedali

Maison Érard

1853

© Musée de la musique

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Oficleide contralto in Mi bemolle

Oficleide contralto in Mi bemolle

Courtois frères

Ca. 1830

© Musée de la musique

Trombone tenore a pistoni in Do

Trombone tenore a pistoni in Do

Adolphe Sax

1847

© Musée de la musique

Studi coscienziosi su nuovi strumenti del Sig. Sax

Studi coscienziosi su nuovi strumenti del Sig. Sax

Frédéric Bouchot

1846

Le Charivari, 10 octobre 1846. Serie Les bonnes têtes musicales.

Nell’intimità del salotto

Nell’intimità del salotto

La moda del pianoforte modifica, nell’alta società, l’organizzazione degli spazi domestici. Gli interni si arricchiscono di una stanza in cui la musica ha un posto, se non centrale, quantomeno importante, e ogni casa deve annoverare nel suo seno almeno una persona capace di animare lo strumento. Il compito è generalmente affidato alla padrona di casa o alle sue figlie; d’altronde, fra tutti gli strumenti, il pianoforte è quello che esige la postura più conforme alle aspettative di portamento e contegno fissate per il gentil sesso. Con l’aiuto di una produzione editoriale sovrabbondante, fatta di trascrizioni d’arie d’opera o di pezzi di genere, il salotto diventa un luogo di diffusione dell’attualità musicale parigina.

Piccola riunione di famiglia
Henry Monnier. 
La Caricature, 7 luglio 1839.

Dilettanti

Dilettanti

Henry Monnier

1830

© Maison de Balzac

Preludio

Preludio

Achille Dévéria

1832

© Musée Carnavalet

Esecuzione brillante di una sonata a venti dita

Esecuzione brillante di una sonata a venti dita

Frédéric Bouchot

1846

Le Charivari, 4 octobre 1846. Serie Les bonnes têtes musicales.

Un concerto di famiglia

Un concerto di famiglia

Eugène Lami

1844

Illustrazione per L'Été à Paris di Jules Janin.

© Bibliothèque nationale de France

Agosto

Agosto

Gavarni

1834

© Musée Carnavalet

Formazione parigina

Formazione parigina

Frédéric Bouchot

1838

Poiché la formazione costa, bisogna quantomeno farsene vanto: per questo motivo si tempra l’allieva a parlare, suonare, cantare in pubblico, la si offre tutta tremante agli occhi, alle orecchie e agli applausi della folla.

La Caricature provisoire, 16 dicembre 1838.

Le belle donne di Parigi

Le belle donne di Parigi

Édouard de Beaumont

1846

Studio serio e al pianoforte dello spartito del Larifla, fla, fla

Le Charivari, 8 aprile 1846.

L’allieva di Conservatorio

L’allieva di Conservatorio

Géniole

1841

Mamma, tira quella Corda!!

Le Charivari, 24 luglio 1841. Serie Les femmes de Paris.

I musicisti di Parigi

I musicisti di Parigi

Honoré Daumier

1841

— Sapeste come siete graziosa! fate finta di suonare. 
— Tacere do vete
— Non mi amate si nceramente 
— E sarò sempre! la mi ca. 

La Caricature, 21 novembre 1841. 
 

All’aria aperta

All’aria aperta

Gli sviluppi della musica negli spazi chiusi sperimentano, sotto la monarchia di Luglio, una controparte all’aria aperta. Lo spazio urbano è ancora molto controllato e i grandi assembramenti artistici all’esterno sono relegati a luoghi privati, come i giardini degli Champs-Élysées occupati dal direttore d’orchestra Philippe Musard per i suoi concerti-passeggiata. Nonostante ciò, le innovazioni apparse nella costruzione degli ottoni e dei legni danno voglia di grandezza a certi compositori: così Hector Berlioz sogna una Sinfonia funebre e trionfale che risuoni nelle strade di Parigi per celebrare le vittime della rivoluzione di Luglio. In un altro registro estetico, i musicisti ambulanti partecipano alla nuova sonorizzazione delle vie della capitale.

Il concerto Musard agli Champs-Élysées
Litografia di Provost. 1836.
© Musée Carnavalet

Philippe Musard

Philippe Musard

Dantan

1838

© Musée Carnavalet

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Il concerto Musard

Il concerto Musard

Frédéric Bouchot

1838

Le Charivari, 24 luglio 1838.

Orchestra a vento aperto

Orchestra a vento aperto

Honoré Daumier

1839

La Caricature provisoire, 13 gennaio 1839. 

Sinfonia funebre e trionfale

Sinfonia funebre e trionfale

Hector Berlioz

1842

Prima pagina del manoscritto autografo dell’opera, che ebbe la prima all’aperto per l’inaugurazione della colonna di Luglio.

© Bibliothèque nationale de France
 

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L’organetto di Barberia

L’organetto di Barberia

Gavarni

1844

Revue et Gazette musicale de Paris, 21 luglio 1844.

I cantori ambulanti

I cantori ambulanti

1833

Le Charivari, 14 octobre 1833

Musicisti di strada

Musicisti di strada

Grandville

1829

Ti ho già detto di esaminare la gente... Lo vedi che sono artisti.

© Maison de Balzac