Incantation
Adattamento sinfonico su una poesia di Édouard Guinand, per arpa o pianoforte.
Pubblicata nel 1902 dalle edizioni Henry Lemoine, l’Incantation di Henriette Renié si inserisce in un movimento estetico poco studiato, ma di cui si trovano numerose tracce all’inizio del XX secolo. Mentre la mélodie francese vive un periodo di gloria, un’altra corrente ripensa il rapporto tra poesia e musica. Con la denominazione “adattamento sinfonico” o “adattamento musicale”, diversi compositori propongono di trasformare i versi delle poesie in note, non più liberamente come nei poemi sinfonici di epoca romantica, ma quasi parola per parola. Nelle partiture, la corrispondenza tra il testo e il suo adattamento è rafforzata dall’inserimento dei versi sopra il pentagramma, secondo una scelta editoriale che suscita domande sulle pratiche di esecuzione: si recitava la poesia durante l’esecuzione del brano? Il poeta Édouard Guinand e sua moglie Cécile occupano un posto importante in questo movimento: tra il 1899 e il 1908 viene realizzata una quindicina di adattamenti sinfonici delle loro poesie da parte di artisti diversi. Henriette Renié si appropria di un testo che sembra scritto apposta per lei e che si rivolge al suo strumento preferito. Il testo inizia così: “Ô ma harpe, fidèle amie, À qui mon cœur s’est dévoilé, Où ma douleur s’est endormie, Où mon bonheur s’est exhalé” (O mia arpa, fedele amica cui ho aperto il mio cuore, ove il mio dolore si è placato, ove si è effusa la mia felicità). Lo strumento diventa confidente dell’interprete, conosce i suoi dolori, i suoi segreti e i suoi desideri, è il suo “altro io”. Infine, viene evocata anche la fede cattolica di Renié: “Che Dio ci riservi lo stesso destino: e che la mia povera anima si spezzi quando morrà il tuo ultimo accordo!”.
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data di pubblicazione : 27/02/26
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