Sonata per violoncello e pianoforte op. 15
Allegro molto moderato ma appassionato – Andantino con moto, poco scherzando (quasi une barcarola) – Allegro giocoso. A tempo animato molto
La Sonata per violoncello e pianoforte op. 15 (1896) di Camille Chevillard fa seguito alla Sonata per violino e pianoforte op. 8 (1892) e fu scritta poco prima di un’importante svolta nella carriera del pianista, che nel 1897 assumerà la direzione dei Concerts Lamoureux, abbandonando quasi completamente la composizione per dedicarsi alla direzione d'orchestra. In precedenza, aveva organizzato una serie di concerti di musica da camera alla Salle Pleyel con il violinista Maurice Hayot (1862-1945) e il violoncellista Joseph Salmon (1864-1943). Fu durante una di queste serate (la seconda del terzo anno, il 23 marzo 1897) che fu presentata per la prima volta l’op. 15 di Chevillard, con il compositore alla tastiera e Salmon come solista. La stampa prestò poca attenzione a tale esecuzione; solo “Le Guide musical de Bruxelles” menzionò di sfuggita che il pubblico “si era probabilmente lasciato scoraggiare dalla lunghezza della sonata del signor Chevillard, tanto che gli ascoltatori erano notevolmente diminuiti allorché i tre interpreti affrontarono il Trio in re minore di Schumann”. A quanto pare la Sonata in si bemolle maggiore, pubblicata nel 1897 da Durand, non è mai entrata nel repertorio concertistico, nonostante le sue indiscutibili qualità. L'ampio lavoro risulta impegnativo per entrambi gli esecutori; tuttavia, i due strumenti, che si accompagnano a turno, appaiono impegnati più nella ricerca dell’espressività che nello sfoggio di un virtuosismo dimostrativo. Il talento armonico di Chevillard brilla soprattutto nell'Allegro iniziale, ampiamente modulato.
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data di pubblicazione : 29/01/25
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