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Le Temps des cerises

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Chanson emblematica del patrimonio francese, Le Temps des cerises viene scritta nel 1866 da Jean-Baptiste Clément in tono pastorale e sentimentale; è solo dopo la Comune di Parigi, alla quale il poeta partecipò attivamente, che essa assume un sottinteso più tragico. Due anni dopo, nel 1868, il tenore Antoine Renard mette la poesia in musica su una melodia semplice e calorosa, la cui limpidezza e dolcezza conferiscono immediata accessibilità ai versi di Clément. L’ambivalenza del testo spiega facilmente il doppio senso che gli viene attribuito oggi. «Le belle avranno nella testa la follia» annuncia il risveglio dei sentimenti, ma la fine della strofa evoca già «ciliegie d’amore che cadono come gocce di sangue»: immagine inizialmente poetica, che dopo gli eventi della Comune assume un’eco dolorosa. Del resto, l’autore dedica la poesia a una barelliera, Louise, morta durante la “Settimana di sangue”: «Poiché questa canzone è risuonata per le strade, ho voluto dedicarla, in segno di simpatia e di ricordo, a una ragazza coraggiosa che, anche lei, correva per le strade in un’epoca in cui, per farlo, occorrevano somma dedizione e grande coraggio». Così, da canzone d’amore il brano si fa canto funebre, diventando un simbolo della memoria rivoluzionaria. Tale ribaltamento semantico le conferisce una duplice forza, al contempo intima e collettiva: radicata nella realtà ma aperta all’immaginario, essa evoca al tempo stesso la felicità fugace e la perdita, la natura e la politica, l’amore e la morte, attraversando le generazioni grazie a numerose riprese e a nuove interpretazioni, che la radicano sempre più nella memoria dei francesi.

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data di pubblicazione : 19/09/25



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