Trois Morceaux dans le genre pathétique
Opus 15.
Aime-moi – Le vent – Morte
Composti verso la metà degli anni Trenta dell’Ottocento, i Trois Morceaux dans le genre pathétique op. 15 segnano la precoce affermazione della voce singolare di Charles-Valentin Alkan nel mondo dei grandi pianisti. Pubblicato nel 1837 e dedicato a Franz Liszt, questo trittico si colloca a metà strada tra il virtuosismo dimostrativo e il brano di genere di carattere drammatico. Il sottotitolo “Souvenirs” e l’indicazione “nel genere patetico” rimandano sia alla tradizione beethoveniana sia al gusto romantico per la narrazione implicita. “Aime-moi”, in la bemolle minore, ha i tratti di una dichiarazione appassionata: un tema vicino al cantabile chopiniano è sostenuto da un profluvio di figure ritmiche e arpeggi, fino al parossismo. La scrittura diventa più descrittiva con “Le vent”, seguendo un flusso di scale cromatiche e raffiche di figurazioni che avvolgono una melodia dolente, presto trasfigurata da una reminiscenza beethoveniana – riferimento implicito all’Allegretto della Settima Sinfonia. Nel terzo quadro, intitolato “Morte”, Alkan radicalizza il patetico. Da quinte vuote emerge il famoso tema del Dies irae – che i romantici hanno totalmente fatto proprio – presto schiacciato da accordi massicci, trilli e rintocchi ostinati. Allusioni ai due brani precedenti intessono il percorso di memoria rivendicato dall’autore, in cui la passione iniziale si trasforma in visione funebre. Accolte con diffidenza da Schumann, ma ammirate da Liszt, queste pagine rivelano già un linguaggio armonico audace, una solida drammaturgia ciclica e un’immaginazione narrativa che preannuncia alcune arditezze del pianoforte di fine secolo.
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data di pubblicazione : 02/02/26
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