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Variazioni su un tema de I Capuleti e i Montecchi di Bellini

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Opus 29. Per pianoforte a quattro mani.

Nella Parigi degli anni Trenta dell'Ottocento, il virtuosismo pianistico si sviluppa in un dialogo costante con l’opera italiana: i salotti parigini vibrano al suono delle arie di Bellini, Donizetti e Rossini, che i pianisti trascrivono e trasformano in brani da concerto. Come Thalberg, Herz o Liszt, ma con una voce propria, Louise Farrenc mette qui la sua tecnica magistrale al servizio di una vera e propria scrittura compositiva, in cui la variazione diventa pretesto per un esercizio di stile. Il tema proviene dalla cabaletta “La tremenda ultrice spada”, dal primo atto de I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, la cui energia ritmica e la solida struttura offrono una base ideale per un lavoro di trasformazione. Farrenc esplora qui diverse dimensioni della variazione: dilatazione periodica, controcanti, spostamenti di accenti e soprattutto una raffinata arte della distribuzione tra i due pianisti: questi dialogano in una flessibile alternanza di imitazioni, passaggi di consegne e incroci, che conferiscono al materiale una dinamica autenticamente concertante. Farrenc crea quindi una partitura di notevole intelligenza strutturale, sfruttando l’intensità melodica tipica dello stile belliniano, ma anche la sua sobrietà drammatica. Il suo successo non sarà folgorante come quello del Pirata o di Norma, ma l’opera si impone rapidamente nel repertorio del Théâtre-Italien e contribuisce a rafforzare l'immagine di Bellini a Parigi come modello di espressività per gli strumentisti e i compositori della capitale – contesto di cui Louise Farrenc si appropria quindi molto presto.

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data di pubblicazione : 02/02/26



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