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Voix et geste au XIXe siècle : un langage de convention ?

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Voce e gesto nell’Ottocento: un linguaggio di convenzione?

Nel Seicento, a Firenze, quando l’opera nacque in quanto “nuovo” genere si ispira all’uso congiunto della voce e del gesto, che i musicisti-umanisti ritenevano di essere quello degli attori antichi delle tragedie greche durante l’epoca classica. Questo stile innovante contribuisce alla valorizzazione del testo in relazione colla musica: il gesto precede e sottolinea la parola. Le premesse delle prime opere testimoniano così dell’importanza data al giocodi questi primi attori-cantantid’opera. Tuttavia, a partire dalla metà del Seicento, gli scritti teorici diventano sempre più rari. Nei trattati del Settecento e del primo Ottocento consacrati all’arte vocale, il gesto è anche quasi assente. Lo sviluppo delle tecniche vocali virtuose, che verrano poi chiamate belcantiste, lo relegano in secondo piano. Burney (1789) descrive il castrato virtusoso Farinelli che sta cantando “senza il minimo movimento, simile ad una statua”. Bisogna aspettare il declino del periodo belcantistaper assistere a un secondo rinascimento dell’uso del gesto.

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data di pubblicazione : 26/09/23